Il Tirreno

Sedicenne picchiato L’ira su Facebook contro l’aggressore

Sedicenne picchiato L’ira su Facebook contro l’aggressore

Tanti messaggi di giovanissimi sulla bacheca «Vergogna». Ma c’è chi lo difende: «Lui non è così»

4 MINUTI DI LETTURA





CECINA

Ne parlano tutti. Almeno tutti coloro che lo conoscono. I suoi amici, certo. Ma anche tanti altri giovani, cecinesi perlopiù, che hanno saputo di lui per i due episodi di cronaca di cui si è reso protagonista.

Due episodi di bullismo. Prima una bottiglia scagliata contro un gruppetto di coetanei, in piazza Carducci, che costò una brutta ferita al volto ad una quindicenne (30 giorni di prognosi). Poi la lite di giovedì scorso al luna park: ne fa le spese un sedicenne di Donoratico che perde la milza per un calcio violento e viene sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Cecina la lite sarebbe scoppiata per una questione di ragazzine. Si è però trasformata in una brutale aggressione con il ferito lasciato lì per terra, portato in ospedale dalla madre. Se tre mesi fa se l’era cavata con una denuncia, oggi - per l’episodio alla fiera - i carabinieri di Cecina lo hanno arrestato. Lui ha sedici anni, è nato a Cecina dove vive con la famiglia, ma è di origini rumene.

Decine di post. E’ andato a scuola, fa dei lavori estivi, ha un giro di amici e naturalmente ha un profilo su Facebook. Ed è proprio sulla sua pagina di Fb che, dopo quell’episodio al luna park di via Aldo Moro, si è scatenato un vero pandemonio. Ci sono decine di post di ragazzi, adolescenti come lui, che condannano senza indugi il pestaggio alla fiera. Lo fanno con toni durissimi e con parole che pesano come pietre.Scrive Marco: «Ti senti ganzo, eh? Ti devi solo vergognare, te le dovevano dare tante ma tante già per la bottigliata». O Viola che commenta: «Mi fai solo pena, la vita rovinatela a casa tua...» E c’è chi trova anche l’occasione per scherzare: «Prima la bottigliata, poi la milza. La prossima mossa quale sarà?». Sono tante le reazioni di rabbia che emergono dai commenti di questi ragazzi, in gran parte coetanei del sedicenne. La condanna per quanto ha fatto è quasi unanime.

Accuse razziste. Qualcuno si lascia andare anche ad affermazioni tipo: «Dovevano chiudere le frontiere», come se il fatto di provenire con la sua famiglia da un paese straniero rappresenti un aggravante per quello che ha commesso. Preoccupanti segnali di razzismo strisciante? Sempre su Facebook c’è chi avverte questo pericolo, come una storica professoressa del liceo che invita i ragazzi a fare molta attenzione. Ma su quella bacheca c’è chi ancora continua a scrivere «ci devi marcire in carcere». Poi c’è Martina, che si rivolge direttamente al giovane aggressore per fargli capire che ha sbagliato: «Non ti conosco affatto - scrive -e quindi non dovrei nè parlare nè giudicare perchè così alimenti tutti i pregiudizi ma lasciati dire che non si fa così... non so perchè fai queste cazzate, le persone no se lo meritano... pensaci bene... è come se qualcuno lo facesse a te senza che quello ti avesse fatto nulla... ne hai fatte tante, ma questa di sicuro le supera tutte... so che ti sei pentito, ma purtroppo nessuno può cambiare ciò che è stato fatto o detto... pensaci...»

Ma qualcuno lo difende.Per tanti “post” di condanna, però, c’è anche chi difende il sedicenne. Come Lorenzo: «E’ inutile dirgli le peggio parolacce. Non concludete nulla.E’ ancor peggio.». E poi : «Lui dovrà uscire e allora...» . Ma anche i suoi amici più stretti lo difendono: «Lui non è così».Visitando la bacheca di questo sedicenne si scopre anche un suo messaggio dell’ottobre scorso, relativo all’episodio della bottiglia. «Capisco la vostra rabbia - afferma il ragazzo - però vorrei dirvi una cosa!! Io ho sbagliato e lo so benissimo non ciò bisogno di voi che mi state a scrivere queste cose sono stato io stesso a dire di chiamare l'ambulanza e carabinieri per quella bimba e vorrei esserci io al suo posto. Purtroppo l'unica cosa che posso dirvi è che sono pentito e che in quel momento non ero in me. Ho il mondo contro? Va bene! Io ho i miei amici e solo loro sanno come sono davvero». I carabinieri che giovedì, per la seconda volta in tre mesi hanno avuto a che fare con lui, parlano di un ragazzino difficile, problematico, che nonostante la sua giovane età ha già combinato diversi guai. Chi lo conosce tra gli amici più stretti racconta che si sia pentito anche stavolta dopo l’arresto e le disposizioni del Tribunale dei minorenni .

Bullo, spavaldo, troppo facile ad usare le mani. O un ragazzo difficile, con problemi di inserimento e che ha bisogno di essere aiutato? Mentre questi interrogativi aspettano una risposta, c’è il comprensibile dolore e la preoccupazione di tante famiglie di adolescenti. Che provano paura e sgomento di fronte ad episodi di simile violenza. (a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa