Il Tirreno

il caso

«Ora si salvi la Fornace Donati»

Ceccanti (Comitato contro la disoccupazione) lancia un appello

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO

«La politica locale faccia qualcosa per evitare che la Fornace Donati non mandi a casa sette lavoratori». É questo il messaggio che manda Claudio Ceccanti, portavoce del Comitato contro la disoccupazione (quello pro terminal gas per intenderci). «La Donati Laterizi - dice Ceccanti - sta attraversando un periodo di crisi dovuto al momento contingente , ma risente anche in maniera pesante del palleggiamento di responsabilità tra Provincia e Comune di Rosignano per le nuove autorizzazioni di scavo di argilla di qualità, in quanto l’attuale cava, quella nel comune di Collesalvetti, fornisce una di qualità scadente». Ceccanti prosegue nella sua analisi. «La Donati sta lavorando su nuovi prodotti di qualità, ad alto potere isolante, impiegabili nell’edilizia moderna, ma per consolidare questa produzione ha bisogno appunto di argilla miocenica, che è presente sul territorio del comune di Rosignano».

Ceccanti informa «che a febbraio 2012 scade il contratto di solidarietà stipulato a suo tempo tra le parti e il rischio è il licenziamento di circa 7 unità lavorative su un totale di circa 30 addetti. Una eventualità che le frazioni collinari, già pesantemente colpite dalla crisi, non possono permettersi, anche perché i lavoratori della Donati sono tutti giovani, molti dei quali con una famiglia. Dunque, non ci sono possibilità di prepensionamenti». Per questo Ceccanti lancia un appello alle forze politiche: «Fate qualcosa di destra, di sinistra o di centro, ma fate qualcosa. Questo silenzio ci porterà ad un territorio spento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa