Sicurezza
Solvay sospende i prelievi dal laghetto di Casagiustri
L’azienda recepisce l’ordinanza di Pellegrini ma annuncia battaglia legale E intanto dispone di ridurre al minimo il consumo idrico nello stabilimento
di Mario Moscadelli
ROSIGNANO
Sospesi i prelievi dal laghetto di Casagiustri. Solvay, recependo l’ordinanza firmata mercoledì scorso dal sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, ieri ha interrotto l’attività delle idrovore. La decisione ha avuto come effetto all’interno dello stabilimento l’ordine di ridurre al minimo il consumo idrico.
Stop ai prelievi. In mattinata Pellegrini aveva dato l’ordine di andare a controllare al laghetto se Solvay proseguiva negli emungimenti. «Stanno andando avanti - diceva alle 11 di ieri Pellegrini - e se non si fermeranno procederò al sequestro. Ma prima dobbiamo appurare che Solvay abbia ricevuto la nostra ordinanza di stop ai prelievi». Ordinanza che l’azienda di via Piave ha ricevuto alle 14,30 di ieri. «L’azienda - dice Solvay con una nota - conferma di avere ricevuto l’ordinanza da parte del sindaco del Comune di Montescudaio. Indipendentemente da questo caso, la policy dell’azienda è quella di rispettare i provvedimenti delle autorità, riservandosi le valutazioni e le azioni conseguenti, da intraprendere a tutela della propria attività». Dunque, stop ai prelievi, con il quasi scontato ricorso al Tar. Come conferma lo stesso Pellegrini. «Sì - dice il primo cittadino interpellato nel pomeriggio- Solvay ha spento le pompe al laghetto di Casagiustri. Il ricorso al Tar? È normale da parte di Solvay. Ma quello che è più grave è che la Provincia abbia escluso il Comune di Montescudaio dalla decisione di autorizzare Solvay al prelievo di acqua dall’invaso di Casagiustri, ignorando anche gli strumenti urbanistici in vigore». La multinazionale dà anche una sua versione in merito al fatto che l’autorizzazione sul laghetto riguarda una sperimentazione di Hidros. «Da tempo - dice l’azienda - è in corso un’attività di verifica dell’impermeabilizzazione del cavo a Casagiustri, condotta attraverso l’osservazione ciclica stagionale e lo svolgimento di alcune prove tecniche rivolte alla misurazione dei livelli piezometrici. Per quanto riguarda gli emungimenti, questi sono effettuati nell’ambito delle concessioni vigenti e sono costantemente misurati e verificati con frequenza mensile direttamente dalle autorità competenti».
Preoccupazione in fabbrica. Come confermano alcuni dipendenti, la decisione di Solvay ha avuto subito ripercussioni sull’attività dello stabilimento. È stato disposto, infatti, di ridurre al minimo il consumo idrico. «L’acqua - continuano l’azienda - così come le altre risorse naturali, riveste importanza vitale per le attività industriali dello stabilimento di Rosignano: il perdurare e l’incrementarsi delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime e in particolare dell’acqua e del sale, avrà inevitabilmente delle pesanti ripercussioni. Solvay ha sempre adottato e continua ad adottare tutte le possibili azioni tecnologiche e gestionali mirate al risparmio delle risorse naturali nel pieno rispetto delle norme vigenti».
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