Il Tirreno

LA vedova DEL CARABINIERE

«Grazie per aver reso onore a mio marito»

«Grazie per aver reso onore a mio marito»

«La gente crede sempre che ci si uccida per una ragione. Ma si può benissimo uccidersi per due ragioni» (Albert Camus). Simona alcune di quelle ragioni che tormentavano suo marito le conosceva...

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CECINA. «La gente crede sempre che ci si uccida per una ragione. Ma si può benissimo uccidersi per due ragioni» (Albert Camus).

Simona alcune di quelle ragioni che tormentavano suo marito le conosceva bene, avendole vissute al suo fianco. Lo aveva sempre aiutato a superarle. Con amore, pazienza, con coraggio e con forza.

Poi non ci è più riuscita. Lui una sera ha ceduto alle proprie ragioni, che gli sono sembrate valide per chiudere i conti con se stesso.

Suo marito è il carabiniere che si è ucciso sparandosi a una tempia lo scorso 21 dicembre, quattro giorni prima di Natale, a due passi dalla caserma dove lavorava.

Oggi ricorre un mese da quella serata tragica e Simona ricorda la figura del marito, del padre di suo figlio, ringraziando chi ha voluto rendergli onore come carabiniere, ma soprattutto come uomo.

Simona è una donna segnata dal dolore ma che non ha perso la fiducia né la forza. Anzi, forse è ancora più granitica. Vuole esserlo, deve esserlo. C’è un figlio da amare, da crescere, da guidare nella vita. E c’è una vita da vivere.

Simona è venuta in redazione a portarci la sua storia, che resta fra noi. E a portarci una lettera, che qui pubblichiamo.

Eccola.

«Il 21 dicembre 2011 è morto mio marito, appuntato scelto dei carabinieri in servizio presso la caserma di Cecina. Le circostanze che hanno portato alla morte sono ben conosciute ai lettori della cronaca di Cecina del vostro quotidiano e a un mese dalla morte io e mio figlio vorremmo evidenziare la grande manifestazione di affetto che le persone comuni, oltre ai tanti amici e parenti, hanno dimostrato nei confronti di un "carabiniere" che ha sempre lavorato sul territorio nel massimo rispetto, prima di ogni altra cosa, della dignità umana. Vorrei che tutti quelli che lo hanno conosciuto, sia in campo lavorativo che nella vita quotidiana, si ricordassero di lui come una persona altruista, generosa, sempre pronta ad aiutare chiunque avesse bisogno, anche a volte alzando un po' la voce quando la situazione in quel momento lo richiedeva. Vorrei elogiare l'Arma dei carabinieri e in particolare il comando provinciale di Livorno, la compagnia di Cecina e tutte le stazioni, superiori e colleghi di mio marito, per quanto professionalmente e umanamente si sono prodigati con me e con mio figlio in una situazione di così grande tragicità; la società calcio in cui gioca mio figlio, in particolare dirigenti, allenatore e accompagnatori del settore giovanile, genitori e compagni di squadra, i compagni di classe e le insegnanti, per il supporto morale dato a mio figlio. Vorrei infine compiacermi con tutti per la loro presenza e per le belle parole espresse da ognuno di loro a conferma ancora una volta della grandezza umana di mio marito».

Buona vita, Simona. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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