Il Tirreno

«O blocco dei prelievi o sequestro del laghetto»

«O blocco dei prelievi o sequestro del laghetto»

Il sindaco di Montescudaio chiede copia dell’ordinanza della Provincia di Pisa «Ci dicono che l’autorizzazione riguarda una sperimentazione di Hidros»

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di Maria Meini

CECINA

Intorno al laghetto di Casagiustri le rive sono inaridite. Profonde scissure incidono la terra in un presagio funesto. É la guerra dell’acqua il giorno dopo lo strappo di Montescudaio: l’immagine della siccità e il suono del silenzio la racchiudono in un quadretto espressionista.

Ma il silenzio non è solo quello naturalistico di quest’oasi un po’ spelacchiata a nord del Fiorino. É anche quello istituzionale. Saltato il vertice in Regione (ne parliamo sopra) solo il sindaco di Cecina ha raccolto l’invito del collega di Montescudaio chiedendogli un incontro per capire meglio che cosa sta succedendo a pochi metri da casa sua. Dove ci sono falde preziose per l’approvvigionamento idrico potabile di tutta la costa. E dove si recita la prima sperimentazione di Hidros. Il contestato progetto di Solvay, che ha diviso i Comuni: prima bloccato, portato davanti al Tar, infine recuperato da una delibera della Provincia di Pisa di sei - sette mesi fa che autorizza la società chimica a prelevare acqua dal laghetto di Casagiustri a fini sperimentali. Si testa Hidros, insomma. Gli effetti che avrà? Per adesso l’acqua pompata dall’ex cavo privato della Nencini laterizi viene stoccata nel vicino laghetto di Magona. Una riserva che potrebbe tornare utile alla fabbrica rosignanese anche in virtù del drastico calo di acqua nel lago di Santa Luce.

Mercoledì il sindaco di Montescudaio ha presentato in procura una denuncia per danno ambientale contro la Provincia e la Solvay, accompagnata da un’ordinanza che intima la cessazione degli emungimenti idrici. Ieri Pellegrini ha chiesto alla Provincia copia dell’autorizzazione concessa all’azienda. «Io so soltanto che l’autorizzazione è stata firmata dagli uffici - dice Pellegrini - così mi ha riferito l’assessore Picchi, ma non sono ancora riuscito a vedere il documento. So che dovrebbe essere stato protocollato l’estate scorsa, dietro richiesta della Solvay». Secondo Pellegrini, che ha firmato esposto ed ordinanza in qualità di garante (come sindaco) della salute dei cittadini, la Provincia «non poteva rilasciare l’autorizzazione perché il laghetto è proprietà privata e quindi non può essere considerato acqua interna».

Oggi, trascorso il tempo tecnico della notifica, scatteranno i controlli per verificare se realmente sono cessati i prelievi. In caso contrario? Pellegrini è deciso ad andare fino in fondo. «Se non verrà rispettato lo stop - assicura - scatterà il sequestro dell’area».

Il laghetto di Casagiustri, lo ricordiamo, fa parte di una convenzione fra proprietà privata e Comune in base alla quale l’invaso deve essere acquisito dall’ente pubblico in quanto rinaturalizzato con pesci e uccelli e pertanto, secondo la Provincia, diventato oasi naturale da proteggere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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