Sicurezza
Le Rsu: «C’è grande preoccupazione tra i lavoratori»
CECINA C’è forte preoccupazione tra i lavoratori Solvay per le vicende che continuano a riguardare le fonti di approvvigionamento di materie prime della multinazionale belga. E l’ultima puntata,...
CECINA
C’è forte preoccupazione tra i lavoratori Solvay per le vicende che continuano a riguardare le fonti di approvvigionamento di materie prime della multinazionale belga.
E l’ultima puntata, ovvero l’esposto del sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini per i prelievi idrici dal laghetto di Casagiustri, ha portato i sindacati del parco industriale e dell’indotto a farsi sentire. «A nome dell’Rsu Solvay e del parco industriale - dice Stefano Santini, sindacalista di Ineos - chiediamo un incontro urgente con l’assessore regionale Anna Rita Bramerini per capire la Regione come intende muoversi dopo le ultime, preoccupanti, sviluppi che riguardano i siti utilizzati da Solvay. In particolare vogliamo puntare l’attenzione sulla questione dei prelievi idrici».
La nota rivolta all’assessore dice testuale: «Come rappresentanti dei lavoratori del parco industriale Solvay e dell'indotto - si legge nella richiesta di incontro - esprimiamo grande preoccupazione rispetto alle modalità con cui viene affrontata tutta la questione degli emungimenti idrici di Solvay nel territorio della val di Cecina e quella delle estrazioni di salgemma ad essa legata: riteniamo, infatti, possibile e necessario che una azione volta a tutelare la risorsa idrica garantisca allo stesso tempo il futuro dell'occupazione nello stabilimento di Rosignano e nei cantieri distaccati di S.Carlo e Ponteginori». Firmato le Rsu del parco industriale e dell’indotto.
Insomma, dopo mesi di schermaglie tra enti pubblici e Solvay, ora i sindacati escono allo scoperto chiedendo chiarezza. Un’azione, molto probabilmente, dettata dal fatto che tra i lavoratori della fabbrica inizia a trapelare una certa preoccupazione per gli sviluppi che queste vicende potrebbero avere sul loro futuro. «Non possiamo certo nascondere - riprende Santini - che tutte queste manovre di ostruzione verso la Solvay potrebbero essere recepite dalla multinazionale come un segnale negativo. Il rischio, infatti, è che l’azienda inizi a valutare ridimensionamenti o peggio ancora smantellamenti. Al momento sembra solo un rischio, ma non è difficile intuire che tutte le ultime vicende relative a siti estrattivi e invasi siano dei grattacapi che Solvay non digerisce molto volentieri».
Insomma, i lavoratori dello stabilimento ora chiedono alla Regione di fare chiarezza su tutte le partite aperte che riguardano in particolare salgemma e acqua. «Vogliamo capire dall’assessore Bramerini - dice Santini - se c’è una programmazione in fatto di prelievi idrici e di estrazioni si salgemma. Vogliamo sapere se possiamo stare sereni o se invece, a causa di dobbiamo preoccuparci per i nostri posti di lavoro».
Mario Moscadelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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