Sicurezza
Isis, ancora intoppi nell’appalto per le nuove aule
La Provincia non riesce ad aggiudicare l’intervento Borraccini: «Spero di vedere i cantieri a primavera»
di Mario Moscadelli
ROSIGNANO
«Scusi, ma a che punto sono i lavori alla scuola Mattei?». A chiedercelo è un genitore riferendosi all’ampliamento della sede centrale della scuola superiore rosignanese. Già, ma a che punto siamo? A zero, o quasi, dal punto di vista dell’avvio dei lavori. Nonostante le rassicurazioni della Provincia, infatti, nessun operaio ha messo piede nel cortile dell’Isis.
Eppure nel novembre scorso l’assessore provinciale ai lavori pubblici dichiarava al Tirreno che la «commissione tecnica sta valutando il progetto migliore». A distanza di oltre due mesi siamo ancora lì: interpellati (ieri mattina) gli uffici tecnici della Provincia, la risposta è stata che «la commissione gara sta valutando i progetti delle ditte ritenute idonee a ricevere l’appalto». Dunque, ci sarà da aspettare ancora qualche mese prima dell’avvio di questi lavori, molto attesi non solo dalla scuola stessa, ma anche dagli studenti. «A quanto mi risulta - dice Riccardo Borraccini, preside del Mattei - i ritardi sono dovuti al ricorso di una delle ditte escluse dalla commissione gara». Esatto, ma pare non essere l’unico motivo. A far ritardare l’opera anche il Patto di stabilità: da quanto emerge, infatti, a causa di questo vincolo, la Provincia non avrebbe potuto attivare il cantiere nel corso del 2011. «Confido - continua il preside - di vedere gli operai al lavoro nella prossima primavera». Previsione confermata anche dalla Provincia.
L’intervento prevede la costruzione di 10 nuove aule al costo di 1,5 milioni di euro (già coperti): qui sarà trasferito l’Ipsia, oggi dislocato nella vechia e decadente sede dell’Alberghiero. Questo trasferimento, inoltre, è finalizzato alla ristrutturazione dello stesso Alberghiero con l’accorpamento con la sede delle Forbici. Ma qui la situazione è ancora più in alto mare. Per due motivi: i soldi scarseggiano, ma ora a complicare le previsioni c’è anche il futuro delle Province. Incertezza che al momento impedisce di pianificare i lavori pubblici dal 2013 in poi.
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