Il dolore
Dai rifiuti il gas per auto e case
Energia rinnovabile: illustrate al Polo tecnologico le conclusioni del progetto C-step
di Alessandro Bientinesi
CECINA
Trasformare i rifiuti organici in energia rinnovabile e in un prodotto per l'agricoltura, in coerenza con le strategie indicate dalla comunità europea per il trattamento del biorifiuto. Non è fantascienza ma un progetto di ricerca co-finanziato dalla Regione, denominato C-step (codigestion sludge treatment in existing plants), svolto dall'autorità d'ambito dei servizi idrici, dall'autorità d'ambito dei rifiuti, dalla Provincia di Livorno e dal consorzio polo tecnologico Magona.
Lo conclusioni dello studio sono state presentate in un seminario ieri mattina al Cpt Magona. Il seminario è seguito a un primo incontro tecnico tenutosi il 15 aprile scorso in Provincia.
Lo studio, presentato da Sandra Vitolo (presidente del polo Magona), insieme a Lorenzo Maresca e Elena Bettazzi (Aato 5), Barbara La Comba (Asa) e Caterina Susini (Sea risorse), ha verificato la possibilità di utilizzare i digestori anaerobici esistenti degli impianti di depurazione di Livorno e Cecina per trattare parte della frazione organica dei rifiuti raccolti nei due comuni interessati e in quelli vicini. Spunti interessanti messi in evidenza sono la possibilità di trattare il biogas prodotto dai digestori per produrre metano da fonte rinnovabile (biometano). Il biometano che si può produrre utilizzando i digestori di Livorno per trattare un quantitativo di Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) pari a quella prodotta nella stessa città consentirebbe di alimentare in un anno 1.000 autovetture o il 40% della flotta degli autobus Atl. Potrebbe, in alternativa, essere utilizzato per i fabbisogni di gas di 1.350 famiglie.
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