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Affitti, i contributi sono sempre più all’osso

Affitti, i contributi sono sempre più all’osso

La Regione taglia ancora, dimezzata la cifra per Castagneto: 27mila euro L’assessore Orsini: «Interverremo come sempre, farò una proposta»

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di Divina Vitale

CASTAGNETO

Tempi duri per le famiglie a basso reddito che usufuiscono agevolazioni per gli affitti. In Regione si è svolto un incontro durante il quale sono stati annunciati ulteriori riduzioni dei trasferimenti al fondo nazionale di copertura alla legge 431/98 (integrazione al canone di locazione). Già negli anni scorsi la percentuale dei trasferimenti statali era diminuita notevolmente verso le Regioni e nell'ultimo triennio da circa 14 milioni siamo arrivati a 600mila per il 2012. E il comune di Castagneto, passato da 100mila euro a 58mila lo scorso anno, quest'anno è sceso ancora a 27 mila.

«Le cifre trasferite dalla Regione - commenta l'assessore al sociale Antonella Orsini - sono sempre state integrate dal nostro Comune nella misura di 10mila, integrazione necessaria per il nostro territorio dove già da molti anni chiedono il contributo circa 100 famiglie. Le stesse possono contare su una o al massimo due mensilità di contributo annuo, che significano la sopravvivenza familiare dal punto di vista dell'autonomia economica, nonché lo scongiurarsi di sfratti al ritardo di alcune mensilità».

Un grave allarme quindi per i vari enti locali e le categorie "sensibili" di cittadini che finora contavano su questo supporto economico statale.

Sono infatti proprio le fasce di cittadini che si collocano nella posizione medio bassa che finora hanno beneficiato di un'integrazione una tantum sul proprio canone di locazione in rapporto all'entità del canone piuttosto che sulla graduatoria Isee.

«La Regione Toscana - ha aggiunto Orsini - nel corso di questi ultimi anni ha peraltro garantito la quota di compartecipazione per la totale copertura dei bisogni territoriali, ovviamente in questo specifico e ultimo caso non potrà certo provvedere alla copertura totale, seppur impegnandosi a mantenere la quota inalterata degli anni precedenti. Questa ammonterà esattamente a un 50% in meno di risorse da ripartire nei territori comunali. Intendo quindi analizzare nello specifico con gli uffici competenti la situazione dell'ultimo biennio e capirne l'incidenza effettiva. Spesso accade che le famiglie ripetono la richiesta di contributi per alcuni anni, quindi sulla base di un approfondimento mi appresterò, in prossimità della discussione sul prossimo bilancio di previsione, a formulare un'adeguata proposta che possa assolutamente tener di conto di questa situazione che si sta aggravando e delle conseguenze sopracitate, per la quale invece si rende necessario mantenere alto il livello di monitoraggio e attenzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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