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Tranquillizzanti i primi controlli Arpat

Tranquillizzanti i primi controlli dell’Arpat eseguiti attraverso il proprio battello oceanografico Poseidon. I risultati non indicano al momento particolari anomalie

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CECINA

Tranquillizzanti i primi controlli dell’Arpat eseguiti attraverso il proprio battello oceanografico Poseidon. I risultati non indicano al momento particolari anomalie.

Le stazioni di monitoraggio si trovano in vicinanza della costa a circa 500-1000 metri dalla riva.

I metalli tenuti sotto osservazione dopo l'affondamento dei bidoni contenenti catalizzatori industriali esausti sono molibdeno e cobalto, ma anche nichel, vanadio e antimonio.

I risultati, spiega Arpat, non indicano al momento particolari anomalie.

Cobalto e antimonio non sono rilevabili ai limiti di sensibilità del metodo (1 microgrammi per litro). Nelle acque marine i valori "normali" di questi metalli sono intorno a 0,5.

Le concentrazioni rilevate di nichel e vanadio sono in linea con le concentrazioni attese e coerenti con quanto rilevato da Arpat nel corso degli ultimi anni.

Il molibdeno non era stato finora ricercato nelle acque marino-costiere, in quanto la normativa non prevede soglie e valori standard di qualità ambientale.

Le concentrazioni rilevate nei vari punti sono coerenti fra loro e in linea con quanto atteso: i valori normali di molibdeno in acqua di mare sono dell'ordine dei 10 microgrammi per litro.

Insomma, almeno per ora sembrerebbe che i 198 fusti persi dall’eurocargo Venezia stiano reggendo. Ma se è vero quanto ci hanno detto alla Isab, la raffineria siciliana che li aveva spediti a ricaricare in Lussemburgo, la tenuta indicativa di sicurezza è di un paio di mesi. E uno è già passato.

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