Il Tirreno

Il velista per caso si converte all’olio

Il velista per caso si converte all’olio

Un ventenne che ha deciso di aprire un’azienda agricola

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di Paolo Valdastri

CASALE

Sempre più giovani fuggono all'estero in cerca di sicurezza economica. A decidere di rimanere, in campo imprenditoriale, sono ormai in pochi: Cesare Diddi è uno di questi.

Decisamente giovane con i suoi 21 anni e un diploma di istituto tecnico, poi maestro di vela e skipper, ma, al di sopra di tutto, animato da un profondo amore per la vita all'aria aperta, per il contatto con la natura e con i suoi frutti in compagnia delle persone che la amano.

Dal surf alla terra. Tutto comincia grazie a un podere ed alle terre ereditati dagli avi materni.Il padre Roberto, affermato commercialista livornese, ha la passione per le ricerche storiche e scava nelle radici della famiglia, fino a risalire a Carlo Morelli il cui padre Antonio, medico condotto a Campiglia, nel 1846 acquista terre e poderi a Casale Marittimo. Tra questi La Gioiosa, l'attuale Podere Montaleo, dove Carlo Morelli trascorreva periodi di riposo dalle fatiche delle sue poliedriche attività, dall'educazione alla medicina, dalla riforma del sistema penitenziario alla storia. (www.archiviocarlomorelli.it).

Toscani e Sada vicini di casa. Cesare nel 2008, a 18 anni, decide di venire a vivere e lavorare qui. Un'incrollabile passione per l'olio extravergine lo spinge a dedicarsi all'uliveto, piuttosto che all'onnipresente vigna, ed a vivere sul territorio in pianta stabile e per tutto l'anno, inverno compreso. Il territorio tra Cecina e Donoratico gli offre svaghi, amicizie e soprattutto un ambiente accattivante che non gli fanno sentire la mancanza delle mondanità di un ambiente urbano.

I principi guerrieri. D'altra parte il comprensorio ospita un gran numero di personaggi famosi: Oliviero Toscani è a meno di 1000 metri in linea d'aria, così come la famiglia Sada, già proprietari del marchio Simmenthal, attualmente produttori di vino. Stessa distanza lo separa dalle proprietà di Pia Pagani De Marchi, nelle cui terre giace l'eccezionale ritrovamento archeologico etrusco del Principe Guerriero. Cesare ospita molti amici, la compagnia non gli manca e durante l'estate si concede qualche pausa in mare, coltivando la sua passione per la vela. Per il resto la regola consiste in lunghe giornate di lavoro curando i quattro ettari di oliveto in compagnia dell'amico e maestro Sauro Borghesi. Sauro gli ha insegnato molti segreti del duro lavoro dei campi, del ciclo delle stagioni e delle pratiche da seguire in ogni momento. Le scelte agronomiche, in ogni fase, sono improntate al massimo rispetto per la natura ed all'ottenimento di una qualità altissima.

L’amico Sauro. Quando Cesare decide di dedicarsi a tempo pieno all'agricoltura, trova 300 piante di Moraiolo e Lazzero, due tra le cultivar più qualitative della zona. Oggi ha 500 piante in produzione ed il piano aziendale futuro prevede di arrivare a 2000 olivi, introducendo anche una meditata quantità di Frantoio. La coltivazione segue rigorosamente il metodo biologico certificato dall'ente di controllo CCPB. I piani per l'immediato futuro prevedono l'allestimento di una sala di imbottigliamento e di un magazzino climatizzato per la conservazione dei tini e delle bottiglie, ma Cesare non esclude di arrivare anche all'acquisto dei macchinari per la molitura diretta in azienda. Intanto, per rispettare i principi di un'agricoltura sostenibile, mette in funzione un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica mentre le acque provengono dal pozzo aziendale.

Fino a Dubai. Nel 2009, anno di esordio e primo imbottigliamento, furono prodotte 300 bottiglie di prova. Nel 2011 sono invece 1000 le bottiglie da 750 cl, accompagnate da 600 bottiglie da 500 cl e da 220 latte da 5 litri. La produzione attuale prevede il solo blend Moraiolo-Lazzero, mentre per il futuro Cesare non esclude la possibilità di creare una linea di monocultivar di Lazzero e di Frantoio.A questo punto inizia la fase commerciale e qui gli insegnamenti ed i suggerimenti del padre Roberto sono di fondamentale importanza. L'olio è venduto in parte tramite un sistema di omaggi aziendali ed in parte attraverso un circuito di ristoranti, negozi ed esercizi commerciali accuratamente selezionati. Una piccola parte viene esportata a Dubai, a disposizione della ristorazione di lusso di quell'emirato. In genere l'olio viene completamente venduto prima della fine dell'anno di produzione e per questo non viene rivendicata l'Indicazione Geografica Protetta, il cui certificato viene emesso generalmente in gennaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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