Gioco
I Comuni dovranno pagare l’Imu sui propri fabbricati
La normativa prevede l’esenzione solo per gli immobili con fini istituzionali. Nel mirino anche le case popolari
di Mario Moscadelli
CECINA
I Comuni stanno iniziando a muoversi nelle sabbie mobili dell’Imu, la nuova imposta municipale che ha mandato in pensione l’Ici. Gli obiettivi dei sindaci sono quelli di salvaguardare almeno il gettito degli ultimi anni e allo stesso tempo non aggravare troppo la pressione fiscale sui cittadini. Un percorso ad ostacoli, reso più complicato anche da novità assolute, come il fatto che il Comune dovrà versare l’Imu sui propri immobili che non hanno un fine istituzionale. Ma le giunte dovranno fare i conti anche con un’altra novità: anche sulle case popolari dovrà essere applicata la rivalutazione del 60 per cento delle rendite catastale. Un problema che riguarda soprattutto le società che le gestiscono, ma che tira in ballo anche le amministrazione comunali che dovranno varare i rispettivi regolamenti per l’applicazione dell’Imu.
Verso un regolamento unico. L’intento dei principali Comuni della Bassa Val di Cecina è quello di redigere un regolamento unico. «La prossima settimana - afferma Monica Mansani, assessore al bilancio del Comune di Cecina - è previsto un incontro con gli altri Comuni del coordinamento per iniziare a ragionare sul regolamento dell’Imu, che si sta rivelando un grosso problema per i bilanci comunali». Incontro che dovrebbe essere messo in prossimo e a cui dovrebbero partecipare sindaci e assessori di Cecina, Rosignano, Castagneto e Bibbona. «L’obiettivo - dice Gennaro Tudisco, assessore alle finanze del Comune di Rosignano - è quello di andare a stendere un unico regolamento in modo da non fare disuguglianze sull’imposta verso i cittadini».
Imu su immobili comunali. I Comuni, in questi giorni, sono alle prese con delle simulazioni per capire come muoversi all’interno della nuova imposta. Il rischio concreto, infatti, è il seguente: molti contribuenti alle prese con una tassa superiore alla vecchia Ici e le casse comunali più vuote rispetto alla vecchia imposta sugli immobili, visto che il 50% del gettito di seconde case e assimilabili va allo Stato. Inoltre, devono fare i conti con un altro aspetto: i Comuni dovranno pagare la quota Imu erariale sui loro fabbricati non utilizzati a fini istituzionali (articolo 9, comma 8 del decreto legislativo 23/2011). Tudisco e Mansani non sembrano preoccupati da questo aspetto («normativa poco chiara»), ma da quanto emerge non saranno esenti nemmeno gli immobili dati in locazione: per l’esenzione, infatti, ci dovrà essere coincidenza tra soggetto possessore e soggetto che esercita l’attività. Si teme il salasso, poi, per la case popolari, dove molti soggetti gestori hanno già lanciato l’allarme.
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