Sicurezza
Domenica presidio al Cala de’ Medici
Dopo quelle di Livorno e di Cecina, è in arrivo una nuova mobilitazione per i bidoni tossici. Stavolta a Rosignano, ed è in programma domenica prossima a partire dalle 15
ROSIGNANO
Dopo quelle di Livorno e di Cecina, è in arrivo una nuova mobilitazione per i bidoni tossici. Stavolta a Rosignano, ed è in programma domenica prossima a partire dalle 15 al porto Cala de’ Medici.
Il presidio stavolta è organizzato dalla Federazione della Sinistra di Rosignano.
«Dopo le manifestazioni di Livorno e Cecina - scrivono in una nota Silvia Gesess (segretaria del circolo Prc) e
Giacomo Luppichini (consigliere comunale gruppo comunista) è importante mantenere alto il livello di attenzione riguardo ai 198 bidoni contenenti sostanze tossiche (cobalto e molibdeno) che da alcune settimane riposano sui fondali marini al largo delle nostre coste. Se tali sostanze dovessero fuoriuscire provocherebbero danni incalcolabili alla flora e alla fauna marina, oltre che a tutti gli abitanti delle località costiere e a chi il mare lo vive, sia per lavoro che per passione».
«Facciamo appello ai cittadini - proseguono Gesess e Luppichini - a tutte le organizzazioni democratiche e alle istituzioni cittadine e provinciali affinché il loro sostegno e il loro contributo continui, in maniera da tutelare e garantire, sia politicamente che legalmente, l'integrità del territorio e la salute dei cittadini. In questo senso a tutti coloro che sono con noi impegnati nella difesa del nostro mare, ai movimenti, alle organizzazioni sindacali, alle forze politiche e sociali, alle istituzioni intendiamo avanzare una proposta: organizzare a Livorno un convegno internazionale coinvolgendo tutti i popoli che si affacciano sul Mare Mediterraneo per costruire una rete di informazione, di denuncia, di controllo investendo gli organismi preposti alla difesa del mare e alla sua navigazione.Per impedire che il nostro mare continui a essere una discarica».
«Un progetto ambizioso - concludono Gesess e Luppichini - che sostenga coloro che individualmente, a partire dai magistrati o dai giornalisti, si occupano quotidianamente di eco-mafie. Solo la partecipazione popolare può davvero difendere il mare e la salute».
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