Il Tirreno

Il ministro e quei bidoni che uniscono e dividono

Alessandro De Gregorio
Il ministro e quei bidoni che uniscono e dividono

Oggi è in programma l’atteso vertice a Livorno con Corrado Clini I partiti compatti per far fronte all’emergenza . Ma con molti distinguo

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CECINA

Uniscono e dividono. I 198 bidoni tossici, finiti in fondo al mare insieme a due semirimorchi caduti dall’eurocargo Venezia, continuano ad accendere il dibattito e gli animi. Uniscono perché la preoccupazione per la salute pubblica è tema bipartisan, trasversale. Lo si è visto anche alla manifestazione di sabato mattina a Marina di Cecina, promossa inizialmente da Pd, Psi e Sel ma che poi ha visto la partecipazione convinta di forze politiche policromatiche, dall’Idv al Fli, dal Pdl ai Carc. Allo stesso tempo questi bidoni dividono perché c’è in gioco la responsabilità. Anche la responsabilità di informare.

E così, mentre si attende con ansia l’arrivo a Livorno del ministro per l’ambiente Corrado Clini, che oggi in prefettura terrà un doppio vertice (bidoni e tragedia del Giglio), e mentre si spera che la Grimaldi metta in atto finalmente il piano di recupero dei bidoni di cobalto e molibdeno, qualche veleno è già venuto a galla. In molti ad esempio hanno già chiesto la testa del sindaco livornese Alessandro Cosimi, che dopo aver protestato con la capitaneria per la tardiva comunicazione dell’evento (avvenuto il 17 dicembre e portato a conoscenza dell’opinione pubblica dal “Tirreno” il 29), si è visto sbattere sotto il naso i fax inviati dalla stessa capitaneria quello stesso maledetto 17 a lui, al collega di Pisa, ai due presidenti di Provincia e a un buon numero di enti.

E i nostri amministratori? Ma anche dalle nostre parti c’è voglia di mettere in chiaro alcune cose. Dario Marzini e Lucia Castellacci (Pdl), leggendo la lunga lista dei partecipanti al vertice di oggi, e non vedendovi rappresentanti del nostro comune, si chiedono se non sia il caso che qualcuno sia presente «vista la gravità della situazione e i potenziali pericoli per la popolazione locale». E poi, «visto che rientrano nelle competenze dell'amministrazione comunale la rimozione di rifiuti spiaggiati provenienti dal mare ma anche da terra, la bonifica di eventuali sostanze liquide sulla linea di costa e il ripristino delle condizioni originarie della spiaggia, ci chiediamo se i tecnici dell'ufficio ambiente e la polizia municipale abbiano fatto sopralluoghi nel tratto di costa comunale. Considerata poi la legittima necessità dei cittadini di essere informati, vorremmo sapere come intenda l'amministrazione comunale procedere per informare costantemente la popolazione sullo stato d'inquinamento e sui comportamenti da adottare in caso di incontri ravvicinati con questi sacchi e bidoni». Ricordiamo che “Il Tirreno” ha già pubblicato più volte il vademecum stilato dalla capitaneria insieme all’Ispram. Se sarà il caso continueremo a farlo. Marzini e Castellacci aggiungono poi che «come partito siamo disponibili a coinvolgere anche i nostri rappresentanti in parlamento per tenere alta l'attenzione e procedere celermente alla rimozione dei fusti, in modo da evitare altri rischi di inquinamento».

Castagneto dimenticata. C’è poi chi, su un versante politico opposto, si chiede per quale motivo l’allarme cominci a Livorno e finisca solo a Bibbona. Perché a due bracciate di mare c’è anche Castagneto. E’ quanto fa notare Paolo Francini (Sinistra per Castagneto) in un’interrogazione rivolta al sindaco Fabio Tinti: «Considerando che sono stati allertati i sindaci di Cecina, Rosignano e Bibbona (quali massime autorità che devono tutelare la salute pubblica), chiediamo se anche il sindaco di Castagneto è stato contattato dalle autorità, quali sono le informazioni che ha chiesto per rassicurare i cittadini e quali risposte sono pervenute»

Francini quindi chiede a Tinti se non sia opportuno chiedere ad Asl e Arpat che anche il tratto di mare antistante Castagneto «sia sottoposto a indagini straordinarie per avere la certezza che non vi sia la presenza di sostanze inquinanti. E il sindaco non ritiene opportuno richiedere da subito, alle autorità preposte, il recupero dei bidoni risolvendo così eventuali problemi futuri?».

Verginità ambientale. Infine, a spargere i veleni politici è Maurizio Marchi. L’esponente di Medicina democratica accusa il Pd di volersi ricostruire una verginità ambientale «dopo decenni di accanito lavoro di devastazione. Sia chiaro, non sottovalutiamo il nuovo ennesimo disastro che colpisce il nostro mare (uno dei 15 luoghi costieri più inquinati d'Italia secondo il Rapporto 124 dell'Onu del 2002)ma non ci convince per niente il fatto che sia il partito promotore dell'inquinamento locale, o il suo minimizzatore, a farsi paladino della protesta sui bidoni tossici».

Domande senza risposta. Marchi quindi invita a porsi alcune domande: «Perché e chi per decenni ha fatto del porto di Livorno un crocevia di rifiuti tossici (si ricordino i casi clamorosi delle navi Karin B e Deep Sea Carrier ) con il mega-inceneritore in progetto? Perché si continua a tacere delle 500 tonnellate di mercurio sedimentate in mare davanti a Rosignano? Perché si continua a regalare l'acqua migliore a Solvay e altre industrie, e a dare acqua inquinata (in deroga ai limiti di legge da quasi 10 anni) alla popolazione? Perché proprio in queste settimane si vuole completare il regalo di acqua e sale della Val di Cecina a Solvay, dopo 15 anni di tentativi fermati da popolazione e magistratura? Perché si continua ad autorizzare perforazioni e centrali geotermiche che emettono arsenico, mercurio, boro e altri tossici? Perché si continua ad autorizzare cave di gabbriccio che contiene amianto e cromo esavalente? Perché si continua a tacere sulle recenti indagini epidemiologiche del Cnr?».

Poggio Gagliardo sotto silenzio. E ancora, in riferimento all’assoluzione dei Massini al processo per la trielina nei pozzi, Marchi chiede sempre al Pd: «Perché non si sono promosse analoghe proteste sulla sconcertante vicenda di Poggio Gagliardo?». Per poi concludere con altri due temi: «Perché si è sostenuto e addirittura invocato il secondo rigassificatore? Perché sta per partire l'ultimo scempio del fiume Cecina, con la costruzione del porto turistico e lo spargimento sulle spiagge delle sabbie escavate al mercurio-arsenico-boro?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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