Il dolore
Case in coabitazione per donne o uomini soli
Esperimento del Comune per venire incontro ai problemi dei cittadini single e con un lavorio precario. Saranno sistemati in appartamenti a gruppi di tre
di Alessandra Bernardeschi
ROSIGNANO
Si chiamano case per donne sole ed assolvono ad almeno due scopi: fronteggiare la sempre più crescente domanda di alloggi popolari condividendo la spesa dell'affitto e ricostituire una rete sociale molto spesso stretta al laccio della solitudine. Il progetto, partito in sordina, si è concretizzato con due esperienze, una a Rosignano Solvay l'altra a Cecina. «Si tratta -spiega Luano Casalini responsabile dei servizi sociali del comune - di un progetto al quale stiamo lavorando assieme ai servizi sociali dell'Asl». E ora sarà allargato anche agli uomini,
L'emergenza abitativa sarà il da quest'anno un problema sempre più grosso perché «i contributi erogati dal governo alla Regione Toscana - spiega l'assessore alle politiche sociali Elena Ciaffone che segue il progetto - passeranno da 8 milioni di euro del 2011 ai 600mila euro nel 2012. In pratica, sarebbe più semplice dire che sono stati azzerati».
Ed ecco allora un'iniziativa di coabitazione che ben conoscono gli studenti universitari alle prese con affitti sempre più alti. «L'80% dei cittadini che entrano nei nostri uffici - spiega Casalini - hanno il problema di come pagare gli affitti o di come fronteggiare il sempre maggior numero di sfratti». Nei giorni di apertura, solo il personale dell’ufficio casa del Comune riceve una media di quindici persone. Ed a questi vanno aggiunti tutti coloro che si rivolgono agli assistenti sociali dell'Asl. «Attualmente abbiamo solo 8 famiglie che risiedono in residence messi a disposizione del comune attraverso la Crom», perché in inverno diventerebbe disagevole e rischioso vivere in roulotte. «Tanti di quelli che chiedono aiuti - continua Casalini - hanno perso il lavoro e, purtroppo, su questo versante il mercato è fermo. E su questo aspetto non possiamo fare niente. Da queste situazioni nascono i problemi ed in particolare quello di non riuscire a pagare dai 450 ai 600 euro d'affitto al mese».
Nasce così il progetto sociale di trovare abitazioni libere dove poter far coabitare donne o uomini soli «con lavori precari o a termine». Perché a fronte di un numero sempre maggiore di richieste le risorse iniziano a scarseggiare e l’amministrazione comunale inizia ad avere sempre più difficoltà a venire incontro alle esigenze dei cittadini che chiedono aiuto dal punto di vista abitativo. «Si tratta di una sperimentazione in collaborazione con gli assistenti sociali che prevede la coabitazione di tre uomini o tre donne da caratteri e situazioni compatibili ed ai quali chiediamo di aderire al progetto. L'iniziativa permette loro di avere una casa e contribuire con una spesa minima (l'altra la mettono a disposizione i servizi sociali) all'affitto». Ma è anche un modo per combattere la solitudine affrontare i bisogni quotidiani. «L'idea ci è venuta quando abbiamo avuto a nostra disposizione un grande appartamento a Rosignano Solvay. Appartamento - spiega l'assessore Ciaffone- nel quale stanno abitando un gruppo di donne. Si tratta di una sorta di casa-famiglia autogestita che ha dato risultati positivi. Per questo motivo stiamo puntando su questo progetto. É un modo per fronteggiare l'emergenza abitativa, che sempre più attanaglia molte persone residenti nel nostro comune. Gli assistenti sociali ci stanno aiutando molto soprattutto nel selezionare le persone che, per vissuto o per carattere, possono riuscire a vivere assieme».
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