Il Tirreno

«Il nostro mare non è una discarica»

«Il nostro mare non è una discarica»

Oltre cento persone al sit-in di protesta dopo la caduta in mare dei 198 fusti persi dall’Eurocargo Venezia

2 MINUTI DI LETTURA





di Rino Bucci

CECINA

Il grande striscione viene fissato alla ringhiera che circonda la sede della Capitaneria di porto intorno alle 11. "Il nostro mare non è una discarica", lo slogan risalta all'occhio; scritte nere su sfondo giallo. È così che prende il via la manifestazione promossa per sensibilizzare l'opinione pubblica sui 198 bidoni di cobalto e molibdeno dispersi dall'eurocargo Venezia il 17 dicembre scorso, durante la libecciata che ha messo in ginocchio tutta la costa toscana.

L'imbarcazione - che appartiene alla compagnia Grimaldi - aveva perso il carico al largo di Gorgona, ma dell'incidente la Capitaneria di porto ha informato l'opinione pubblica con ben 27 giorni di ritardo. Dopo che la notizia era apparsa in anteprima sul Tirreno. Quei fusti sono ancora là sotto, in fondo al mare.

Alla manifestazione di ieri hanno aderito tutte le forze politiche locali. C'è stata una partecipazione bipartisan. Oltre ai partiti, c'erano anche le associazioni, i gruppi ambientalisti e i movimenti autonomi. Forse ci si aspettava più partecipazione più attiva da parte della cittadinanza. Alla fine, al sit-in erano presenti circa un centinaio di persone. Una voce per tutti: l'unico a prendere parola è stato Alessandro Bechini, segretario del Psi. «Abbiamo deciso di manifestare perché il nostro mare non è una discarica - ha detto davanti alla sede della Capitaneria in piazza della Fortezza - i nostri obiettivi sono due. Vogliamo che le persone e le istituzioni non dimentichino quanto è avvenuto lo scorso 17 dicembre e che i fusti vengano recuperati dai nostri fondali. Se ne dovrà occupare la compagnia responsabile del carico, ossa la Grimaldi. Se non lo farà saranno le istituzioni pubbliche a doversi accollare l'intero intervento e chiedere il conto ai privati. Non è possibile che i bidoni restino sepolti in fondo al mare e spariscano dalla memoria di tutti. Sia per le ripercussioni che ci potranno essere per la salute che sull'ambiente. Anche l'economia locale ne risentirà. È il momento di tenere l'attenzione alta sull'accaduto e che si inizino a rispettare le regole e le leggi. Ci sono ancora molti punti da chiarire e questo sit-in è solo l'inizio di un lungo percorso che sarà costellato di eventi simili».

Tra i manifestanti, non solo i rappresentanti delle associazioni, ma anche alcuni cittadini. «Sono la moglie di un pescatore - racconta Gianna Mori - mio marito, e mio figlio, non sono usciti in barca nel giorno successivo al disastro solo per puro caso. La mia famiglia vive di pesce e di ciò che il mare ha da offrirci. Non riesco neanche ad immaginare che cosa sarebbe accaduto se con le reti avessero tirato su anche uno dei bidoni caduti dalla Grimaldi. Sarebbe stato un disastro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web