Sicurezza
Prenotazioni nel caos al Distretto Sanitario pazienti in rivolta
Minimo un’ora e mezza di attesa per chiedere un’analisi, calca davanti agli sportelli e il pomeriggio è tutto chiuso
di Alessandra Bernardeschi
ROSIGNANO
L'anno nuovo non porta novità al Distretto Sanitario di via Aldo Moro dove in questi giorni i mugugni si stanno trasformando in vere proteste. Un'ora e mezzo d'attesa in media, qualche volta anche due, solo per prenotare un'analisi. Troppo per gli anziani che fanno fatica a stare in piedi, improponibile per chi lavora e non ha permessi.
C'è chi in due giorni si fa due viaggi per vedere l'aria che tira nell'angusto corridoio del Distretto, chi fa i turni con il marito per spezzare in due l'attesa, chi arriva alle 9 per prendere il numero, se ne torna a casa per poi tornare al distretto un'ora e mezzo dopo. Il problema maggiore è per i lavoratori costretti a chiedere ore di permesso solo per effettuare una prenotazione: «perché, ed anche questo va cambiato - racconta una signora in attesa all'interno della saletta - gli uffici di prenotazione sono chiusi nel pomeriggio. Almeno un giorno potrebbero attuare un turno pomeridiano».
Un lavoratore dipendente è costretto a prendere un giorno e vedersi anche decurtato lo stipendio grazie alla riforma Brunetta. E attenzione, al Cup, dove si prenotano le visite specialistiche, i numeri vengono dati fino alle 11,30. Lo dice chiaro e tondo un cartello esposto all'entrata. Anche qui la sala è piena.
Ieri mattina c'è chi, stufo di quattro viaggi in quattro giorni per prenotare un prelievo di sangue, ha sbottato. E che qualche cosa sta andando storto lo si vede già all'arrivo: auto stivate nel piazzale interno al Distretto e lungo tutto il parcheggio di via Piave. A pochi passi dal portone d'ingresso, gruppi di cittadini che durante l'attesa commentano con facce scure. Dentro, davanti all'ambulatorio numero uno e nella saletta adiacente, la calca di persone in attesa.
«Per prenotare un prelievo di sangue, mio marito è venuto a prendere il numero un quarto alle dieci. Ora sono le undici e sono arrivata io a dargli il cambio. Ma ho ancora otto persone avanti. Non è possibile, lavoriamo entrambi». Sono le undici del mattino ed: «Eccomi qui - mostra un anziano in attesa in piedi all'interno del corridoio - ho il numero 84, e sto ancora aspettando di entrare».
C'è chi viaggi ne ha fatti due : «Giovedì sono arrivata alle 11,30 ed avevo 70 persone avanti, alle una erano entrati solo in 10 e quindi me ne sono tornata a casa - racconta una signora che abita a Castiglioncello - stamani sono ritornata alle 9,30 ma avevo davanti 35 numeri. Quindi sono tornata a casa per ritornare nuovamente al Distretto intorno alle 10 e mezzo per entrare alle undici passate». I disagi si riversano immancabilmente sul personale alle prese con moduli da far riempire ogni volta. E una volta ottenuto l'agognato appuntamento, l'iter d'attesa ricomincia il giorno del prelievo e quello per ritirare la risposta. Questo sta accadendo al Distretto di Rosignano, un comune con oltre33mila abitanti, il più grande e numeroso dopo Livorno. La Sanità pubblica non passa solo dall'Ospedale ma anche dai servizi più semplici ma immediati.
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