Il Tirreno

Associazioni e Ccn un coro di no alle liberalizzazioni

Associazioni e Ccn un coro di no alle liberalizzazioni

Giannoni: «Così si favoriscono solo i grandi gruppi» Camposano: «Aperture selvagge, comparto ingestibile»

3 MINUTI DI LETTURA





di Rino Bucci

CECINA

Sconti da applicare tutto l'anno, a piacimento del commerciante. Non importa che sia gennaio o luglio, i saldi potranno apparire in vetrina in ogni stagione senza i vincoli imposti da un rigido calendario stilato dalla Regione.

È quanto prevede l'articolo 2 della bozza sulle liberalizzazioni. Il documento - voluto dal governo Monti - inizierà l'iter di approvazione in Parlamento dalla prossima settimana.

Il percorso però si rivelerà tutt'altro che semplice. A promettere battaglia sono le associazioni di categoria e i piccoli esercenti.

I titolari dei negozi di vicinato temono le conseguenze dell'introduzione del provvedimento.

A Cecina i più piccoli, da sempre, costituiscono il tessuto economico trainante. Al 2011 erano ben 747 le piccole strutture cittadine. I numeri sono in positivo, anche se negli anni si sta assistendo a un'inversione di tendenza: l'aumento della velocità del turnover (il rapporto tra le nuove aperture e le chiusure).

A farne le spese sono proprio le attività storiche, a conduzione familiare. Crescono invece le grandi catene in franchising.

«Stiamo assistendo alla progressiva distruzione delle piccole attività - commenta Catia Giannoni, presidente del Centro commerciale naturale - con questi nuovi decreti si sta andando a favorire solo i grandi gruppi. Quando nel commercio vengono tagliate le regole si taglia la vita dei negozi. Il momento è difficile per tutti. Qui a Cecina stiamo assistendo a una girandola di aperture e di chiusure che non ha niente di sano. Troppo spesso si dimentica che chi apre un esercizio oggi ha un alto rischio d'impresa, non siamo solo attività che fanno arredo urbano».

Critiche anche le associazioni di categoria. Lunedì scorso, in un incontro con l'assessore al commercio Enrico Pieraccini e i sindacati, hanno espresso tutto il loro dissenso contro un'altra liberalizzazione voluta dal governo; quella che prevede il libero arbitrio sull'orario di apertura. E che consente agli esercizi di lasciare la porta aperta anche di notte e nei giorni festivi.

«E adesso - spiega Attilio Camposano di Confcommercio - arriva la novità degli sconti a discrezione dell'esercente. Siamo fortemente contrari a questo tipo di iniziative. E soprattutto a Cecina, che di piccolo commercio vive, avranno effetti disastrosi. Anche per questo motivo abbiamo chiesto un incontro con l'assessore e continueremo a confrontarci con le istituzioni. Con le aperture selvagge si rischia di ritrovarci davanti ad un comparto selvaggio. Ingestibile».

I commercianti non escludono di mettere in piedi eventuali forme di manifestazione se la bozza fosse approvata nella forma che ha oggi.

«Le liberalizzazioni selvagge? Sono solo uno specchietto per le allodole - commenta Umberto Chisci di Confesercenti - e a noi non porteranno certo alcun tipo di beneficio. Sul lavoro non ci saranno le ripercussioni positive che vengono prospettate. Anzi, ci sarà più tensione e ansia tra chi si trova dietro al bancone. Così, diventeremo schiavi del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa