Sicurezza
A vuoto le ricerche di Davide Curcio. Il robot non lo vede
La telecamera sub ci riproverà ancora, mare permettendo Il pm nomina un consulente, difficile il recupero della barca
ROSIGNANO
Ci hanno provato anche con il robottino, ma invano. Per ora non si trova il corpo di Davide Curcio, disperso da mercoledì mattina 6 miglia al largo di Vada dove è affondato il peschereccio Santa Lucia II, incidente nel quale è annegato il padre Silverio e si è salvato solo il marinaio Roberto Caddeo.
Le ricognizioni sono andate avanti ininterrottamente con motovedette ed elicotteri, ma in superficie non è stato avvistato nulla che potesse essere ricondotto al trentaseienne pescatore livornese.
Sul luogo dell'incidente i sommozzatori hanno utilizzato anche un Rov, una piccola telecamera subacquea, concentrandosi soprattutto sulla cabina del peschereccio.
L’unico testimone, Caddeo appunto, aveva riferito in un primo momento che quando il peschereccio si era ribaltato sia lui che Silverio che Davide si trovavano a poppa.
Poi invece, magari a mente più lucida, ha cambiato versione perché Caddeo ha dichiarato che durante la manovra di disincaglio delle reti Davide era in cabina. E forse era proprio così.
In ogni caso non si esclude che, durante il rovesciamento in mare e l’inabissamento, il giovane sia stato risucchiato e intrappolato all’interno della barca. Ma questo non si è ancora riuscito ad appurare con certezza, nemmeno con il Rov. Consideriamo anche che, come spiegavano ieri gli esperti, questo tipo di robot si muove lentamente, ha una visuale di cinque metri in condizioni di acque chiare e un raggio di manovra piuttosto limitato. Ricordiamo poi che in quel punto c’è un fondale di quasi 70 metri.
Non è stato neanche individuato il punto dove si era incagliata la rete per liberare la quale il Santa Lucia si era rovesciato. A questo proposito l’armatore e nipote della vittima, Silverio Romano, ieri parlava di un ordigno della seconda guerra mondiale. Nello specifico, di un siluro, al quale sarebbe rimasto impigliato il tramaglio. Ipotesi che però sembra assai remota.
In ogni caso il robot dei vigili del fuoco non ha individuato il punto dell’aggancio e non ha fatto neanche in tempo a scandagliare la cabina perché a un certo punto le condizioni per operare sono peggiorate. Così a fine mattinata si è deciso di sospendere, almeno questo tipo di ricerca. Con robot e telecamera si riprenderà domani, visto che in base alle previsioni meteo le condizioni del mare dovrebbero essere ideali.
Prosegue invece il pattugliamento con le vedette e gli elicotteri e rimane in vigore l’ordinanza con cui la capitaneria vieta la pesca e l’ancoraggio nel raggio di un miglio dal peschereccio affondato e raccomanda attenzione nella navigazione nel raggio di 5 miglia.
Intanto si lavora anche in Procura. Il sostituto Giuseppe Rizzo sta cercando di fare ordine in questa tragedia per capire se ci siano o meno profili di responsabilità connessi anche alla regolarità del peschereccio. Peschereccio che andrà poi recuperato e non sarà semplice. Si sta pensando al sistema dei palloni, ma è tutto da stabilire. Certo è che il magistrato ha nominato un consulente, l’ingegner Stefano Rum, che a sua volta formerà un pool di esperti.
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