Il Tirreno

Esplode la guerra degli invasi d’acqua

Andrea Rocchi
Esplode la guerra degli invasi d’acqua

«Sos alla Steccaia». La Regione rimette in pista Hidro-s con i bacini di Solvay, sindaci e ambientalisti insorgono

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 CECINA. È qui, lungo i 79 km che dal massiccio delle Cornate scendono a valle fino alla foce di Marina, che si gioca una partita che dura da quasi 100 anni ormai. Ma che in questi giorni, dopo una parentesi di calma apparente, si è riaperta. Tra i giocatori in campo c’è indubbiamente la Solvay, multinazionale della soda e del bicarbonato che lungo questo corso di Val di Cecina ricava materie prime che valgono oro: acqua e sale. Poi ci sono la Regione Toscana e due Province (di Livorno e di Pisa) che ne disciplinano l'utilizzo attraverso le concessioni.

Quindi i comuni e le comunità dei cittadini e il fronte ambientalista da sempre critico verso quello che è ritenuto uno sfruttamento non più sostenibile del territorio, inteso come suolo aggredito dalle trivelle a caccia di sale e fiume minacciato dai prelievi e dai pochi carenza di depuratori.La partita che si è riaperta è quella dell'acqua, di una risorsa che sempre più scarseggia eppure è al centro di operazioni industriali di grande impatto. Il campo in cui si gioca è il fiume Cecina , 900km quadrati, 4 province abbracciate (Livorno, Pisa, Siena e Arezzo), 2 Ato e una portata massima di 1030 metri cubi al secondo che si riduce drasticamente nei periodi di siccità a 0,01 mc/s, una soglia che si avvicina al minimo deflusso vitale per il fiume. Sono passati 10 anni da quando l'allora ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, cecinese, annunciò trionfalmente piani di risanamento del fiume che fu scelto come bacino pilota in cui sperimentare la direttiva Acque 2000/60 della Comunità Europea.

Anche il Comune di Cecina decise di investire sulla risorsa acqua disegnando nei suoi strumenti urbanistici il Parco del Fiume, un’area a verde a disposizione di famiglie e bambini che ad oggi resta solo sulla carta.Il Cecina, a dispetto dei proclami, resta un paziente malato la cui sussistenza - ogni inverno - è legata ormai più a riti sciamanici d'invocazione della pioggia che a veri progetti ambientali.

A riaccendere la miccia, riattivando reazioni allarmate di cittadini riuniti in comitati e associazioni verdi come il Wwf, è stata la decisione natalizia della Regione di rimettere sul tavolo le carte di Idros, un progetto che sembrava in cantina dopo la bocciatura della parte "idropotabile" (acqua destinata per il 65% alla bassa val di Cecina, per il 35% all'alta Vdc) e che avrebbe consentito a Solvay di prelevare acqua da invasi limitando l'assorbimento estivo dai pozzi lungo il fiume.

La Regione Toscana, caduta l'opzione idropotabile, decise una compensazione (4,6 milioni a carico di Solvay e Atisale) per realizzare un invaso di 720 metri quadrati a Puretta, nella riserva di Berignone ad est di Saline. Acqua destinata alla gente dell'alta Val di Cecina. Ora, mentre il Tar della Toscana nel 2010 ha annullato il rinnovo delle concessioni minerarie Cecina-Poppiano-Volterra a Solvay per estrarre il salgemma (accogliendo un ricorso del Wwf), la Regione ha fatto ripartire la conferenza dei servizi per la parte industriale di Idros. Che prevede un invaso da circa 3 milioni di mc. nei cavi dei gorili della Steccaia.

«Quella che ormai è rimasta - ricorda Marcello Demi , presidente regionale del Wwf - l'unica falda di acqua di buona qualità. E non lo diciamo noi, ma l'Arpat». Lo dissero per la verità anche l'ex sindaco di Cecina Paolo Pacini e l'assessore provinciale all'Ambiente Anna Maria Marrocco avevano gridato il loro no a Idros nel nome della protezione della falda, invitando la Regione al rispetto della delibera n. 169 del 12/3/2007.

Chi da tempo tuona invocando lo stop ai prelievi nel fiume da parte di Solvay è Maurizio Marchi di Medicina Democratica.Per Marchi Solvay deve sganciarsi dalla Val di Cecina andando a prendersi il sale altrove e smetterla col succhiare acqua dal bacino del fiume costruendo un dissalatore ed utilizzando l’acqua del mare.

L'accelerata di Firenze, poi, ha colto di sorpresa i sindaci della zona, primo tra tutti Aurelio Pellegrini di Montescudaio, impegnato a varare il nuovo regolamento urbanistico dove di invasi e progetti industriali non c'è traccia.Così la Regione va avanti, Solvay - in guerra per l’okay alle estrazioni di salgemma - si prepara all’invaso della Steccaia e chi ci perde, in questa partita, sono proprio i comuni della Bassa Val di Cecina che se andranno in porto Idros e Puretta vedranno un progetto industriale a casa loro e l’acqua potabile per i colleghi dell’Alta Val d Cecina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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