Sicurezza
Un fiume da salvare, idee e segnalazioni per difendere il Cecina
Prelievi industriali, scarichi inquinanti a monte, sempre meno acqua. E una sfilza di progetti rimasti al palo: così il fiume muore. Ci sono 73 chilometri da ripulire: da dove cominciare?
Quando si parla di inquinamento si parla di qualità della vita. Il Tirreno vuole inaugurare la sua nuova era con un'inchiesta su un tema caldo, quello dell’acqua. Cominciando dal cuore di Cecina: il fiume. I problemi del fiume Cecina sono annosi: prelievi industriali, scarichi inquinanti a monte, sempre meno acqua.
E adesso la Regione rimette in pista il contestato progetto Idro-s e l’invaso Solvay ad uso industriale. Mentre dei finanziamenti promessi dal ministro Matteoli per il risanamento del fiume, dopo la prima tranche usata per il consolidamento degli argini, si è perso traccia.
Così come dei progetti culturali del Comune di Cecina che anni fa presentò un concorso di idee per realizzare un parco di sculture lungo il fiume. Unico segnale positivo la pulizia dell’argine a monte dove i ragazzi organizzano pic-nic e gli anziani frescheggiano sulle panchine di legno. Ci piacerebbe che il fiume tornasse ad essere fruibile a tutti, patrimonio naturale e culturale di una città che nella difesa dei suoi simboli rafforza l’identità. 73 chilometri, tanto è lungo il fiume Cecina, da ripulire.
Un piccolo grande fiume che il ministero dell’Ambiente ha inserito nei siti di interesse comunitario per il suo valore naturalistico nel tratto pisano fra Berignone e Ponteginori. Possiamo provarci. E i lettori, con le loro segnalazioni e i loro suggerimenti, possono aiutarci a realizzare qualcosa di concreto, nell’interesse di tutti.
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