Il dolore
Si spaccia per il gemello: arrestato
Evaso e rifugiatosi dal fratello, ha provato a confondere i carabinieri
BIBBONA. «Maresciallo, guardi che non sono io quello che state cercando, forse vi sbagliate con mio fratello Leo. Siamo gemelli e ci scambiano tutti, ci somigliamo molto. Leo è evaso? Non ne so niente, me lo dite voi, io Leo non lo sento da tempo». Ha fatto tutta questa scena mettendo in difficoltà per qualche ora i carabinieri. Che poi lo hanno arrestato quando sono stati sicuri che era proprio il catanese Leo Licitra, 37 anni, la persona che stavano cercando e che hanno trovato a casa del gemello, a Bibbona.
Leo Licitra, di San Gregorio di Catania, era evaso da una comunità di Marsala dove si trovava già agli arresti domiciliari per rapina. Arresti domiciliari che gli erano stati appena revocati e quindi i carabinieri erano andati a notificargli un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Però alla comunità non lo avevano trovato. Licitra risultava scomparso da alcuni giorni.
I militari di San Gregorio avevano fatto due accertamenti ed erano risaliti all'indirizzo del fratello gemello, che abita a Bibbona: sospettando che Leo Licitra lo avesse raggiunto in Toscana, avevano telefonato ai colleghi della stazione di Bibbona. Così l'altroieri una pattuglia è andata all'indirizzo. Ha aperto la porta proprio Leo Licitra, ma ha fatto finta di non essere lui. L'uomo era solo in casa, pare che stesse riposando tranquillamente sul divano. «Non sono Leo, io sono il fratello - ha detto - Siamo gemelli e ci somigliamo molto. Non so dove sia Leo. Me lo dice lei che è evaso, io non lo sento da tempo».
Questo ha detto al maresciallo. Però è apparso nervoso e il sottufficiale ha deciso di vederci chiaro. Ha dato un'occhiata alla casa, si è accorto che c'era una borsa da viaggio ancora chiusa e alcuni biglietti del treno che indicavano lo spostamento dalla Sicilia alla Toscana. Alla fine l'uomo ha confessato. Il guaio è che non aveva documenti con sé. Accompagnato in caserma, è stato fotosegnalato e trasferito in carcere alle Sughere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
