Proteste
Caso-Tani/2. Ma Secenti (Psi) tira le orecchie anche al suo partito
«Non esiste nessun complotto»
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ROSIGNANO. E nel Psi c'è chi, come Giampaolo Secenti, invita a mettere la parola fine a questa vicenda. «La polemica - attacca Secenti - sul passaggio di Giordano Tani dal Pdl al Psi ha registrato argomenti talvolta fuori luogo. In un paese normale si dovrebbero mettere dei vincoli che impediscano a chiunque, eletto in Parlamento o in qualsiasi altra assemblea, di venire meno al mandato ricevuto dagli elettori. E questi vincoli dovrebbero essere reclamati a gran voce da tutti coloro che, giustamente, si stanno battendo per ridare agli elettori la possibilità di scegliere direttamente, con il voto di preferenza, i propri rappresentanti affinché le loro scelte non siano vanificate dal capriccio o dall' opportunismo di chi viene eletto. È sicuramente giusto avere dei ripensamenti e tantomeno nessuno può essere obbligato a restare in uno schieramento che non condivide. Ma nel rispetto di quella sovranità popolare, di cui troppo spesso ci si riempie la bocca, si dovrebbe essere obbligati a rimettere il mandato ricevuto e non a stravolgerlo». Per Secenti, tuttavia, «il Pdl farebbe bene ad evitare di gridare ai complotti e ad interrogarsi, invece, sui motivi politici della crisi che lo attanaglia ormai da mesi. Il Psi, invece, farebbe bene ad evitare di scendere sul piano della polemica gratuita e inutile, quanto a prendere atto di una scelta che gli dà la possibilità di riportare la propria voce nel consiglio comunale di Rosignano, impegnandosi perché in futuro siano gli elettori a premiare direttamente le sue proposte ed il suo impegno sul territorio». Secenti conclude sostenendo di non «avere condiviso assolutamente, tra le righe della polemica, l'assurdo richiamo alla "vicenda Ruby". Non è mai stato, in passato, costume dei socialisti fare politica avvalendosi delle cronache scandalistiche».
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