Il Tirreno

Ha rivitalizzato piazza Martiri di Belfiore e nel suo rinnovato salone espongono i più importanti pittori e scultori italiani

«Così è nato il cenacolo degli artisti»

Federica Lessi
Vania Partilora qui con un pezzo esposto durante l’ultima rassegna Augurissimi
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Vania Partilora qui con un pezzo esposto durante l’ultima rassegna Augurissimi

Vania Partilora si racconta: da Parigi a Francoforte fino alla fondazione del Punto d'Incontro

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 CECINA. I giovani non pensano più con la loro testa. I politici non hanno coraggio e ci prendono in giro. Difendere l'orticello è chiusura mentale che non porta a nulla.  Da San Pietro in Palazzi, dove si è stabilita undici anni fa dopo un percorso formativo e professionale in giro per il mondo, Vania Partilora esprime il suo punto di vista su società, cultura e politica con il pungente spirito critico che la caratterizza. In decenni di attività e impegno civile la fondatrice dell'associazione "Punto d'Incontro" ha realizzato a Cecina numerose iniziative tra le quali il "Forum Toscana", incontri culturali e mostre per un circuito di circa 150 artisti. Biglietto da visita dell'infaticabile signora dell'arte cecinese è piazza Martiri di Belfiore, da lei trasformata in una "piazza dell'arte" con sculture pubbliche, la "Porta del sole" di Silvana Fiore e le "Scaglie di mare" di Massimo Villani.  Ci racconti come inizia il suo percorso.  «Mi sono laureata a Parigi dove ho vissuto fino a 26 anni. Ho lavorato negli Stati Uniti, vissuto a Francoforte circa sette anni, nella Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e nell'Unione Sovietica. Questo dovrebbe essere l'iter normale di formazione dei giovani».  Quando ha deciso di dedicarsi alla cultura?  «Mio padre era primo segretario d'ambasciata e voleva che facessi la carriera diplomatica ma per me è sempre stato spontaneo occuparmi di cultura. Amo l'arte, le lettere e tutto ciò che fa crescere la persona».  Quale è lo stato di salute della cultura oggi? «Anche in questo campo la classe politica non ha il coraggio di scegliere e riconoscere il valore dei giovani. Serve un cambiamento: non ci si può adagiare sulle solite iniziative che piacciono alla gente perché assicurano voti».  Oltre l'inerzia ci sono anche i ben noti privilegi.  I politici ci prendono in giro perché non abbiamo mai dato prova di risolutezza I giovani devono capire che il mondo è altro, al Punto d'Incontro ne abbiamo ospitati tanti di valore. Ma bisogna anche che i genitori non li lascino dormire fino a tardi che non li riforniscano di laute paghette senza far loro capire il valore del denaro. Così cadono in depressione e non imparano a pensare con la propria testa".  Secondo lei qual è la via d'uscita?  «Bisogna aprirsi al mondo, la cultura è questo, occorre girare e avere una visione del mondo aggiornata, non ridursi ad ascoltare soltanto le chiacchiere dei vicini e dei parenti».  Facciamo qualche esempio...  «Il Forum Toscana che abbiamo organizzato ha portato qualcosa di nuovo. La Targa Cecina è una manifestazione che segue la tradizione da tanti anni ma servirebbe un cambiamento. Certo non bisogna seguire le mode, come organizzare sfilate medievali in paesi che nel Medioevo non esistevano...».  A quali paesi si dovrebbe guardare?  «A Bilbao, che da polo industriale si è trasformato in polo culturale. Mi chiedo perché non lo facciamo anche qui. Quando vedo i turisti che si fanno fotografare in piazza Martirti di Belfiore mi rincuoro. Vorrei che Cecina diventasse un centro di arte e cultura. Abbiamo vini, prodotti tipici, artigianato. La creatività toscana nel mondo ha sempre le porte aperte».  Cosa manca alla cultura cecinese?  «Per esempio un luogo per esporre opere d'arte. Villa Ginori non è fatta per questo e il Centro Espositivo va riaperto al più presto».  La gente fa bene a mobilitarsi, come per il teatro De Filippo?  «Sono ottime iniziative se sono persone che si muovono con le proprie idee per il paese, come è successo per l'ospedale, e purché non ci siano dietro interessi particolari».  Quale cambiamento serve alla politica culturale cecinese?  «Far venire dall'estero rappresentanti della cultura. Il quarto Forum Toscana si occuperà di questo».  Lei ha sempre fatto il pungolo alle amministrazioni con cui lavora.  «Ho un ottimo rapporto con tutti gli amministratori ma vedo quello che si fa e quello che non si fa. E non ho mai chiesto niente per me, mi basta sapere che se la città cresce è anche merito mio».  L'interesse personale nuoce alla cultura?  «Finché si coltiva l'orticello c'è solo grande egoismo che è chiusura mentale e non porta nulla di nuovo. Bisogna pensare in collettivo, serve aggregazione anche fra i giovani. Non è facile perché l'Italia è dominata da intrighi politici, litigiosità e campanilismi, occorre svecchiare la mentalità».  

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