Il Tirreno

Satoma diventa un marchio per battere la crisi

Giovanni Rindi nel negozio Satoma
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Giovanni Rindi nel negozio Satoma

Giovanni Rindi, titolare del negozio: «Così i nostri abiti costano il 30% in meno»

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 CECINA. Se la crisi morde l'imprenditore s'ingegna e trova soluzioni più vantaggiose per se stesso e i suoi clienti. È dalla spinta di questa convinzione che Satoma, storica azienda cecinese, da "semplice" esercizio commerciale è diventata anche un marchio. Così i pantaloni, le scarpe, le giacche di casentino o maglioni di cashmere d'ora in poi saranno prodotti con il logo dell'attività commerciale guidata da Franco e Giovanni Rindi.  Io ballo da solo. Il titolo del film di Bernardo Bertolucci - adattato al maschile - calza a pennello per questa iniziativa. Non solo perché in casa Rindi la settima arte è tenuta molto in considerazione (Giovanni è attore, mentre il padre Franco è stato a lungo regista), ma soprattutto per la volontà degli imprenditori di cominciare a produrre modelli per conto proprio. «E' stata una nostra scelta - dice Giovanni - una decisione attenta e che sta portando i risultati sperati. Abbiamo deciso di commissionare abiti agli artigiani di casa nostra. Abbiamo coinvolto i produttori del Casentino, di Santa Croce, di Fucecchio e altre località toscane. Il meglio della sartoria che si trova sul mercato. I modelli che realizziamo ispirano a quelli delle marche più note. La differenza sta solo nel prezzo. Alla fine il costo della merce è abbattuto del 30 per cento». I clienti invece di pagare un paio di scarpe di marca 120 euro ne sborseranno 80 per quelle griffate Satoma. «Una convenienza per tutti - dice Rindi - per il negozio, per l'artigiano italiano che lavora e per l'acquirente che risparmia. Non vi dico quante scarpe di una nota marca inglese mi hanno riportato indietro perché avevano difetti di produzione. Le fabbricano in Asia e il rivenditore non me le ha riprese indietro. Sono tutte in magazzino».  Cashmere a km zero. Il segreto del risparmio? Il prodotto a chilometro zero. «Non è poi tanto diverso da ciò che avviene da tempo con la frutta e la verdura - spiega Rindi - la maggior parte del risparmio sta nel fatto che l'abito o la scarpa vengono realizzati a pochi chilometri dal nostro negozio. Le spese di trasporto sono ridotte e poi non c'è quella spesa in più che deriva solo dal fatto di comprare una marca nota. Il brand costa. Continueremo comunque a tenere le marche che trattiamo da anni».  L'attenzione al mercato. In 75 anni di attività Satoma (acronimo di Società agricola toscana macchine e attrezzi) ha cambiato spesso pelle. Fu fondata nel 1936 da Giovanni Rindi, padre di Franco. E agli albori era una rivendita di trattori, mietitrebbie e attrezzi agricoli. La svolta arrivò negli anni '80 con Franco (allora era presidente del comitato regionale equestre toscano) che sull'onda del boom del cavallo iniziò a commerciare selle e abiti di stile. Oggi, a trent'anni da quella intuizione, la società diventa anche un marchio d'abbigliamento. R.B.

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