Il Tirreno

Rossi (Psi) replica al consigliere
del Pdl sulal vicenda Tani

«Non accettiamo lezioni di morale da Luparini»

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 ROSIGNANO. «Le parole del capogruppo Luparini lasciano sconfortati per lo stile ed il contenuto». E' la replica del segretario della federazione del Psi a proposito della vicenda Tani, il consigliere comunale fuoriuscito dal Pdl ed approdato in casa socialista. Un botta e risposta che s'infiamma da alcuni giorni e che oggi registra una nuova polemica.  «Il Psi - scrive Rossi - alle ultime elezioni ha aderito ad un progetto che prevedeva come candidato a sindaco Alessandro Franchi nel rispetto di una tradizione riformista che vedeva in tutta la provincia l'alleanza con il Pd, consapevoli di quanto poi avvenuto con il voto che si è andato a disperdere a candidati di tradizione socialista in diverse altre liste. Ma il Psi, questa sigla, rappresenta il partito che nacque nel 1892 e come tale è la casa di tutti quei socialisti che vi vogliono stare dentro o tornare: il panorama politico è talmente in fibrillazione che il quadro dei partiti siamo convinti andrà a mutare, come in parte è avvenuto fino ad oggi, ma quello che dovrebbe far più discutere è come uscire da quella crisi economica alla quale ci ha portato anni di governo di centrodestra, per non dire di una persona sola che lo ha sempre gestito come una sua impresa».  E ancora: «Circa la correttezza e la trasparenza, suggerirei al capogruppo Luparini di andarci piano, perché non sono certo i fatti del '94 e certamente tangentopoli a cancellare la storia di un partito che ha modernizzato l'Italia con le proprie idee e con le proprie battaglie, a partire dallo statuto dei lavoratori: e se Luparini vuol fare del populismo, sembra che il suo partito stia ricevendo il medesimo trattamento che allora ricevette il Psi. Caro Luparini, non mi sembra che il Pdl, anche per mano del suo leader stesso, abbia brillato per correttezza e trasparenza in questi anni. Oltre agli ormai famosi tentativi di leggi "ad personam" che erano al centro del lavoro parlamentare, alla cronaca sono finiti casi di mala gestione della cosa pubblica nei quali si sono distinti proprio amministratori del Pdl, ancor più gravi se fatti in um momento di crisi come questo. E conclude: «Comprendiamo che la scelta del consigliere Tani rappresenti soprattutto una sconfitta dal punto di vista politico verso un progetto come il Pdl che, costruito integralmente intorno alla figura del suo leader, mostra ormai evidenti segni di cedimento e sgretolamento. Tuttavia vorremmo che il dibattito tornasse sui binari della politica e lasciasse da parte gli insulti, che si tornasse a parlare di quei problemi che riguardano lo sviluppo dei nostri territori».

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