Il Tirreno

«Basta con questo referendum»

Fontanelli e, sopra, il parco eolico di Montecatini
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Fontanelli e, sopra, il parco eolico di Montecatini

Fontanelli replica alla lista civica elencando i motivi del no

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 RIPARBELLA. Ha preso carta e penna e ha scritto una lettera chilometrica. Il sindaco Ghero Fontanelli, all'ennesimo attacco di Insieme per cambiare per il no al referendum sul parco eolico, risponde elencando tutti i motivi per cui «il referendum non si può e non si deve fare».  «Prima di tutto - premette - ricordo alla lista civica che nel giugno del 2009 le elezioni amministrative le ha vinte il gruppo Centrosinistra per Riparbella, il quale nel proprio programma elettorale aveva inserito la realizzazione del parco eolico "Poggio Malconsiglio" consistente in 10 aereogeneratori da 2 megawatt, né uno di più né uno di meno. Non abbiamo scritto due sole righe ma ben tre pagine, evidenziando con estrema correttezza e dettagli di particolari i pro e i contro del progetto. La gente ci ha votato con la consapevolezza che se avessimo vinto, come è accaduto, avremmo realizzato il progetto».  «Il referendum - prosegue - l'abbiamo già fatto, il 14 giugno 2009. È nostro dovere realizzare il progetto nel rispetto del programma elettorale. La lista civica piuttosto, che fa dei cavilli e dei regolamenti il cavallo di battaglia, non ha mai spiegato alla gente perché è contraria. Io ci ho provato a chiederglielo in tutte le salse e non ci sono riuscito, forse dovrò rivolgermi al difensore civico».  Fontanelli entra poi nel merito e cita un parere legale di Carlo Paolini (Scuola superiore della pubblica amministrazione di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, nonché consulente regionale Anci): «L'insediamento di un impianto di produzione di energia con fonti rinnovabili non è riconducibile all'esclusiva competenza comunale, essendo attribuita alla Regione la potestà autorizzatoria, pur con la attiva partecipazione al procedimento del Comune stesso. Come indicato in apposito parere del Consiglio di Stato (sez. I, parere 10 febbraio 1993), la consultazione referendaria è possibile e ammissibile nelle materie in ordine alle quali il Comune è dotato di una competenza esclusiva. Sempre il Consiglio di Stato ritorna sull'argomento con un parere del 20 maggio 1998, escludendo la legittimità di un referendum indetto da un Comune per questioni che trascendano le competenze comunali, in quanto interessano l'intera collettività e l'intervento di livelli istituzionali superiori, nel caso in questione la Regione Toscana. Infatti l'autorizzazione unica per la realizzazione del parco eolico l'ha rilasciata la Regione e non il Comune di Riparbella».  Fontanelli ricorda poi che «sono stati presentati vari ricorsi al Tar da Wwf e Italia nostra, sponsorizzati ambedue dalla lista civica, il 27 settembre 2011 sono state depositate le sentenze che hanno rigettato nel merito tutti i motivi sollevati. Una vittoria schiacciante da parte di Comune, Provincia e Regione, e chi ha perso è stato condannato anche alle spese. Ricordo che ogni ricorso costa 11.500,00 euro. Ognuno faccia i suoi conti».  Sulle 300 firme raccolte da Cristiano Meini, Fontanelli contesta il modo e il metodo e sottolinea «l'interesse di un privato con la sua agenzia di compravendita e le sue motivazioni addotte che non trovano riscontro nei comuni di Chianni e Montecatini dove anzi il turismo è aumentato».  Infine: «L'articolo 38 del nostro statuto non consente il referendum, essendo espressamente previsto che fra le materie escluse vi sono il Prg, gli strumenti urbanistici attuativi e il piano Strutturale. Il parco eolico rientra tra questi».

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