La manifestazione
Orari liberi, il no dei commercianti
Non piace la liberalizzazione: lunedì tavolo Comune-associazioni
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CECINA. Non piace la liberalizzazione degli orari. A perderci il sonno sono i titolari dei negozi di vicinato. Un esercito formato da 747 piccole attività che trema per le conseguenze del decreto. Ad oggi l'amministrazione non ha preso posizione, ma per lunedì l'assessore al commercio Enrico Pieraccini ha convocato un tavolo con i rappresentanti sindacali e le associazioni. «In quell'occasione faremo il punto - dice - e sarà valutato il da farsi. C'è una legge dello Stato: sarà difficile non applicarla». Ad oggi il piano del commercio obbliga 3 sole chiusure l'anno i negozianti. L'orario giornaliero d'apertura non può superare le 13 ore. I piccoli all'attacco. Con il nuovo provvedimento le saracinesche potranno restare alzate ad oltranza. «Si tratta di un regalo che va a vantaggio dei grandi gruppi - commenta Catia Giannoni, presidente del Ccn - invece, chi gestisce un piccolo negozio non ha la possibilità economica e fisica per sostenere aperture infinite. In questo modo si dà alle gambe a chi ha un po' di idee e vorrebbe mettersi in proprio. Come si fa a competere con i grandi se decideranno di restare aperti?». I big. Per il presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami «la liberalizzazione porterà più problemi che benefici». Il colosso di Vignale fa sapere che «non supererà le 13 ore di apertura giornaliera e continuerà a considerare alcuni giorni "intoccabili"». Invece, Conad, l'altra grande struttura sul territorio per voce del direttore commerciale Fiorella Bianchi apre alla liberalizzazione, «ogni punto vendita deve essere libero di aprire, in relazione alle opportunità». Il direttore dei punti vendita Conad di Marina e Donoratico, apre all'allungamento degli orari. «Magari con l'arrivo della stagione turistica - dice Valter Geri - potremo prevedere l'allugamento del servizio. Per dare un'opportunità in più a chi viene in vacanza. Cosideriamo che l'incremento degli orari possa portare assunzioni». Per il responsabile del punto dendita Conad di Vallescaja, Marco Marconi «al momento non sono in programma variazioni all'orario». Associazioni. Contrarie alla liberalizzazione le associazioni di categoria. «In questo momento - dice Umberto Chisci di Confesercenti - si va a creare scompiglio. In un altro periodo storico, di apertura ad oltranza ne avremmo parlato con entusiasmo. Ora, non va a vantaggio di nessuno». Sulla stessa linea Attilio Camposano di Confcommercio. «Aprire in modo selvaggio non è la soluzione - dice - e anzi a Cecina porterà solo problemi». R.B.
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