Il Tirreno

Targa Cecina. Un bozzettista interviene nella diatriba Pecchia-Franconi

«Fate un passo indietro»

Un momento delle elezioni alla Targa Cecina
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Un momento delle elezioni alla Targa Cecina

Granucci: così a Donoratico è morto il carnevale

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 CECINA. «Signori presidenti, fate un passo indietro». E' l'invito rivolto dal bozzettista Roberto Granucci a Susanna Pecchia, nuovo presidente della Targa Cecina, e al suo predecessore Lido Franconi. Granucci chiede, «per il bene della Targa e per la sua ripresa, un'assemblea ricostituente, un organo traghettatore, una modifica dello statuto, un nuovo concetto di regolamento elettorale e nuove elezioni degli organi dirigenti per creare i presupposti verso un lavoro che soddisfi chi la targa la vive dentro i capannoni e ai suoi sostenitori».  «Da due anni - spiega Granucci - partecipo con il rione Ponte come bozzettista e realizzatore del carro allegorico. Non sono di Cecina ma di Donoratico. La diatriba che si trascina da giorni sulle avvenute elezioni mi stuzzica a intervenire. Nell'edizione appena passata il mio rione è stato penalizzato da uno statuto ormai superato e da rivisitare. I paletti vanno messi, ma penso che sia giusto anche analizzare bene i contenuti e i fatti con elasticità. Le stesse dimissioni di Griselli (presidente dei probiviri , ndr) fanno capire che i problemi ci sono, pertanto una classe dirigente responsabile deve comprendere prima di tutto i danni arrecati all'immagine della Targa. Così facendo, sia il presidente eletto che quello uscente devono fare un passo indietro perché chiunque pensa di uscirne vincitore diverrà uno sconfitto, in quanto la spaccatura diverrà insanabile. Le diatribe creano solo scoramento tra coloro che per lunghi mesi lavorano nei capannoni, e creeranno sfiducia e risentimenti tra chi finanzia o mette a disposizione mezzi e cose.  «Le diatribe personali ormai non interessano - prosegue Granucci - serve una volontà reciproca dei due contendenti a ricucire e ricreare le condizioni di serenità nei targaioli e rimettere a posto i cocci rotti. Pertanto condivido chi ha detto "bocce ferme" e intervenire per prima cosa correggendo uno statuto ormai logoro, trovare un modo di traghettare la Targa 2012 per arrivare a votazioni organizzate, consone a dare tutte le garanzie di voto per gli associati, siano questi nuovi o vecchi».  Poi la tessera: «Anche se privadella dicitura del rione di appartenenza, la tessera vale come documento di iscrizione all'associazione Targa Cecina. Non vedo la ragione perché non dia diritto al voto».  «La Targa - aggiunge Granucci - è patrimonio dei cittadini di Cecina ma è anche di chi come me che ha fatto ben 5000 km per realizzare il carro e portare gente da Donoratico perché uno dei suoi rioni, il Ponte, potesse esprimersi e partecipare a una delle più belle e sentite manifestazioni comprensoriali. Penso che la Targa ne abbia tratto solo dei vantaggi. Le diatribe interne distruggono e non costruiscono, lo dico perché per Donoratico sono state la causa della fine del suo carnevale e i personalismi sono la rovina del volontariato e dell'associazionismo».

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