Il Tirreno

 BIBBONA. La vicenda si trascina ormai da alcuni anni ed è stata anche oggetto di ...

A.R.

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 BIBBONA. La vicenda si trascina ormai da alcuni anni ed è stata anche oggetto di interrogazioni comunali e sottoposta all'attenzione dell'assemblea consiliare. Si tratta dell'ampliamento dell'Hotel Varo, uno dei più importanti alberghi marinesi ed oggi affermato villaggio vacanze di proprietà della 3M Immobiliare Sas di Mauro Macchi & C. Il problema sta in questi termini: quando è stato presentato il progetto per l'ampliamento dell'hotel è stato fatto su una cartografia che - a seguito di verifiche - non ha piena corrispondenza con le mappe catastali. In poche parole il Varo Village si sarebbe allargato su proprietà comunali. A suffragare questa ipotesi, cioè che all'interno del villaggio ci siano alcune opere abusive, c'è un sopralluogo del comando di polizia municipale effettuato nel novembre scorso al termine del quale i vigili urbani segnalano all'amministrazione comunale la presenza di presunti abusi edilizi. Ecco il motivo per cui il 14 dicembre il Comune di Bibbona emana un'ordinanza di ingiunzione - la n.116 - nei confronti della 3M Immobiliareper la demolizione di una serie di manufatti abusivi.  Viene contestata, nell'ordine, la realizzazione di una struttura in vetro ed alluminio a ridosso del ristorante e sul lato prospiciente via del Mare perché sarebbe stata realizzata in assenza di permesso a costruire, di autorizzazione paesaggistica e in parte su suolo comunale. Si contesta inoltre la realizzazione di una tettoia in alluminio aperta su tre lati, di una struttura in muratura a forma di L realizata «quasi totalmente su proprietà comunale» e che sarebbe stata costruita in difformità rispetto al permesso a costruire e all'autorizzazione paesaggistica. Lo stesso vale per alcuni impianti tecnologici e prefabbricati a servizio della struttura ricettiva e per l'ampliamento del fabbricato adibito a fondi commerciali, ristorante e suite, realizzato sulla parte del fabbricato prevista «a terrazza». Inoltre i fondi commerciali, il ristorante e la suite non risulterebbero a distanza di 5 metri (così come previsto dal regolamento ediolizio) dalla proprietà comunale. Infine la cabina elettrica, anch'essa in parte su proprietà comunale, sarebbe stata costruità in difformità rispetto alla Dia (dichiarazione di inizio di attività) rilasciata.  Il Comune di Bibbona ha avviato nei confronti della 3M Immobiliare un provvedimento sanzionatorio ingiungendo ai proprietari dell'Hotel Varo la demolizione di quei fabbricati ritenuti abusi edilizi. La 3M dovrà eseguire l'intervento di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dal ricevimento dell'ordinanza, passato il quale - se non darà corso alla demolizione - le opere saranno eseguite di diritto dall'amministrazione comunale. E il Comune procederà alla demolizione ha spese del responsabile degli abusi.  Non è escluso che la 3M Immobiliare possa impugnare questa ordinanza di fronte al Tar o ad altro organo giurisdizionale. Del resto, già al momento in cui emerse la vicenda portata all'attenzione del consiglio da un'interrogazione di Caciagli (lista civica), la proprietà attraverso Varo Macchi ha sempre sostenuto la piena conformità del progetto su terreni ereditati dal nonno dalla Diocesi. E il Comune di Bibbona aveva prospettato la soluzione di vendita di alcuni terreni al privato temendo che lo stesso, col possesso negli anni, potesse far valere l'usucapione. Ora ecco l'ordinanza.

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