Il Tirreno

Vannozzi (Pdl) va all’attacco

«Un tradimento mirato a tamponare la crisi della maggioranza»

2 MINUTI DI LETTURA





 ROSIGNANO. «I dubbi della collega consigliera Angeli al momento della compilazione delle liste elettorali del Pdl sulla non affidabilità di Tani erano più che fondati». È il pensiero di Pier Giorgio Vannozzi, consigliere comunale del Pdl. «Parole come onore, dovere, impegno della parola data, lealtà al gruppo e a tutti quei cittadini elettori che in cabina elettorale hanno scritto il tuo nome e cognome - dice Vannozzi - per me non sono cose da poco. Posso arrivare a capire che in dissenso con la dirigenza politica locale o nazionale si possa abbandonare il gruppo iniziale, ma coerente col mandato ricevuto si continui a fare opposizione».  Per Vannozzi «quello che francamente non riesco a digerire è il "salto della quaglia": praticamente passare da un'opposizione di centrodestra a una maggioranza di centrosinistra. Maggioranza che per le note ultime vicende stava subendo qualcosa di più grande del semplice mal di pancia che sembrava affliggere l'Idv, rischiando per quel voto di andare sotto. E non nego di considerare tutto questo come alto tradimento». Vannozzi continua. «Niente da eccepire in termini di regolamento sul mercato di gennaio, ma non si illuda il Pd di aver acquisito una prima scelta».  Ma il consigliere del Pdl sposta il mirino sull'Idv. «Avrei qualcosa da eccepire sull'interpretazione del regolamento alla voce "il voto in aula". E ci terrei si venisse a conoscenza del modo come la maggioranza ha cassato una mozione della consigliera Lancioni del gruppo Idv. La votazione contava sui 10 voti favorevoli della minoranza, un voto contrario e l'astensione con 16 voti del PD. La mozione è stata bocciata per l'interpretazione dell'astensione come volontà di non suffragare positivamente il proponente. Si può disquisire quanto si vuole sul significato del verbo astenersi, ma una mozione di un consigliera di maggioranza non può essere bocciata, cassata, e perché no, ridicolizzata dalla maggioranza medesima». Vannozzo conclude: «Qualcuno obietterà che astenersi è più elegante di un no specialmente quando si usa con un alleato, specialmente quando si è appena trovato lo Scilipoti di turno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini