Il Tirreno

Proiettile sfonda la finestra di casa

Mario Moscadelli

È successo la notte di capodanno. Nell'appartamento c'erano sei persone

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 ROSIGNANO. Si stavano preparando a festeggiare l'arrivo del 2012, quando un proiettile di carabina ha perforato una finestra, attraversando la sala da pranzo e finendo contro una parete. Si è sfiorata la tragedia la notte di capodanno in un palazzo di via Mascagni, a Rosignano Solvay. Sul caso, come afferma uno dei diretti testimoni, stanno indagando i carabinieri.  L'episodio. La sera di San Silvestro, sei persone si sono ritrovate nell'appartamento di Roberto e Patrizia Nocentini, residenti a Firenze ma proprietari di un appartamento al sesto piano del palazzo Grande, meglio conosciuto anche come palazzo Marinai. Uno stabile praticamente nel centro di Rosignano Solvay. Oltre ai padroni di casa, alla cena hanno partecipato altre due coppie residenti praticamente in appartamenti adiacenti: dei cugini di Nocentini e l'ex maresciallo dei carabinieri Paolo Grossi insieme a sua moglie. Tutto è filato liscio tra allegria e buon cibo. Fino alle 23,50. Mentre ci si stava preparando al brindisi per dare il benvenuto al nuovo anno, ad un tratto un proiettile di carabina ha perforato una delle finestre della sala da pranzo. Il colpo ha attraversato la stanza, per impattare contro una parete e cadere a terra. Panico. L'ex carabiniere ha raccolto il bossolo e ha subito richiesto l'intervento dei suoi ex colleghi. Come afferma lo stesso Grossi, sul posto sono arrivati prima i militari della compagnia di Cecina, poi quelli della stazione di Rosignano Solvay per i primi rilievi.  La testimonianza. Un episodio incredibile, che poteva avere conseguenze molto gravi. «Bastava che qualcuno fosse seduto sul divano di casa - racconta l'ex maresciallo dei carabinieri di Castiglioncello - e sarebbe stato preso in pieno da quel colpo partito da una carabina». Grossi descrive quegli attimi di paura. «Erano circa le 23,50, quando ho sentito due colpi di fucile partire. Dopo pochi secondi ecco che un proiettile ha perforato una delle finestre delle sala dove stavamo mangiando. Il colpo ha attraversato tutta la stanza e si è schiantato contro il muro. Davvero pazzesco». E meno male che ero tutti seduti quando è entrato quel colpo di carabina. «Siamo rimasti tutti terrorizzati - continua l'ex carabiniere - anche perché chi ha sparato lo ha fatto dalla stessa altezza dell'appartamento in cui eravamo». Grossi sostiene questo sulla base del fatto che l'ogiva ha bucato la finestra in senso perpendicolare e non in maniera inclinata. Ma chi può essere stato? «Un nome non ce l'ho, ma di sicuro chi ha sparato era su un palazzo simile al nostro e dal versante di via Verdi. Una carabina ha una gettata anche superiore ai mille metri, ma secondo me è partito da una distanza di circa 500 metri. Uno stupido scherzo? Può darsi. Quello che è certo è che qualcuno anziché sparare in aria si è divertito a puntare verso le case».  Altri spari. Ma il proiettile finito dentro casa Nocentini non sarebbe l'unico sparato verso il palazzo. «Un altro colpo - continua Grossi - è finito sul muro che divide le due finestre dell'appartamento dove stavamo cenando. E altri sono finiti sul muro esterno del palazzo degli appartamenti della scala A». In tutto, dunque, sarebbero quattro le munizioni che si sono abbattute sul palazzo di via Mascagni. Sul caso stanno indagando i carabinieri: probabile che nei prossimi giorni sia disposta una perizia balistica per capire da dove sono partiti esattamente quei colpi.  

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