Il dolore
Negozi, aperture no-stop i Comuni preoccupati chiedono una moratoria
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Giovanni Guidi di Conf- commercio In alto negozi sullAurelia All'incontro in Regione anche l'assessore Agostini «Tra i problemi quelli legati alla sicurezza»
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ROSIGNANO. Negozi aperti 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. La normativa del governo Monti liberalizza gli orari di apertura di tutte le attività commerciali e dei pubblici esercizi. Ieri a Firenze si è tenuta una riunione della consulta del commercio dell'Anci alla quale hanno partecipato i rappresentanti della Federdistributori, Confcommercio, Confesercenti, Conad e Coop. Differenti le posizioni circa la liberalizzazione degli orari ma, durante l'incontro, è emersa la possibilità di una moratoria di un mese e mezzo. «Una sospensione nell'applicazione sia della legge nazionale che di quella regionale - dice l'assessore al commercio e al turismo Luca Agostini presente alla riunione - un modo per attendere il pronunciamento della Corte costituzionale, ma anche per aprire un dialogo diretto con la Regione Toscana. Nel frattempo però è emersa la volontà di aprire tavoli di concertazione locali di area vasta». Ossia con rappresentanti dei Comuni costieri della Bassa Val di Cecina ma anche di Livorno. Tutto ciò almeno fino a quando non si sarà espressa la Corte costituzionale alla quale ha fatto ricorso la Regione. La materia non è semplice. Infatti la stessa Regione, attraverso la finanziaria, ha già legiferato sugli orari «dando la possibilità ai commercianti - spiega Agostini - di tenere aperte le attività 13 ore al giorno». Tredici ore a scelta e, dunque, non prevedendo nessun paletto circa le chiusure nelle ore notturne. Adesso la Corte dovrà esprimersi su uno snodo basilare, ossia quello di giudicare se la liberalizzazione degli orari rientra in materia di commercio e dunque può essere regolamentata dalle Regioni che daranno mandato ai Comuni, oppure se rientra in materia di misure di concorrenza e perciò di competenza dello Stato. Nel secondo caso, ossia se la competenza fosse statale, la battaglia contro la normativa dovrà trasferirsi a Roma. Che la deregulation degli orari imposta per legge sia eccessiva non lo pensano solo le categorie che rappresentano i commercianti, preoccupate soprattutto per le piccole imprese a carattere familiare che non potranno garantire aperture di 24 ore. Anche ai Comuni le aperture non stop potrebbero portare problemi. «Non c'è dubbio che la decisione di aprire anche di notte pubblici esercizi, centri commerciali e negozi, si intreccia con i problemi legati alla sicurezza e alla viabilità». Chi assicurerà la vigilanza notturna? Paolo Biasci della Confesercenti parla anche di contratti dei dipendenti e di qualità della vita: «la liberalizzazione così come prevista favorirà solo la grande distribuzione». Dello stesso parere Giovanni Guidi della Confcommercio «può anche essere giusto rimodulare gli orari a seconda delle esigenze e delle località in cui si trovano i negozi, ma le aperture non stop provocheranno danni ai negozi di vicinato». (ALTRO SERVIZIO A PAG. 2)
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