Sicurezza
L'amico libraio e l'amore per Cecina
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Donato Carrisi e Alberto GiustiL'autore ha uno speciale legame con la nostra città
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Il suo ultimo romanzo è ambientato in una Roma brumosa che se non fosse per le piazze più belle del mondo e il Vaticano assomiglierebbe a Dublino. Ma nella penna di Donato Carrisi, il Dan Brown italiano, scorre inchiostro cecinese. Lo scrittore best-seller del Suggeritore ha infatti uno speciale legame con la porta della Maremma. La sua amicizia con i giovani librai Alberto Giusti e la moglie Elisabetta l'ha dichiarata pubblicamente nell'ultimo incontro che ha tenuto al circolo Il Fitto. Stessa location della prima presentazione, quella che ha accompagnato il suo fortunato esordio letterario. Ora, con un pizzico di scaramanzia, Donato Carrisi ha fatto il bis per presentare il suo secondo romanzo: Il tribunale delle anime. Guarda caso il piccolo prolifico circolo culturale di Ivo Arzilli - che porta il nome del castello sul fiume distrutto nella foga modernista degli anni Cinquanta - è nato in vicolo Bargilli, dove una targa reca il celebre verso di Dante "da Cecina a Corneto" da cui origina la porta settentrionale di Maremma; baricentrico con la libreria Lucarelli, altra istituzione cecinese di cui il giovane libraio è erede e continuatore. In un lunedì da lupi, Carrisi ha riempito le stanze del Fitto come una star. Tutti a bere dal calice dello scrittore i segreti del thriller-evento. E lui non si è fatto pregare, rispondendo alle domande dell'intervista con la sapienza pulp del suo background di criminologo. Incursioni frequenti nella cronaca nera e giudiziaria. Tempismo, suspense. Ma prima ha voluto rimarcare la sua riconoscenza al libraio Alberto. Discretamente seduto nelle ultime file. Lo scrittore e il librario: sembra scontato il legame. Eppure scontato non lo è. Racconta Alberto Giusti che l'amicizia è nata al Bancarella. «Ero in giuria - dice -. Il Suggeritore mi aveva conquistato e lo votai. Non conoscevo di persona Carrisi, ci incontrammo dopo l'esito del voto, e proprio perché mi piaceva il suo romanzo lo invitai a presentarlo a Cecina. Da allora siamo rimasti in ottimi rapporti, ci sentiamo, ci scambiamo gli auguri». Ma stavolta Giusti ha fatto di più. Ha organizzato per Carrisi una speciale accoglienza, con una cena tutta cecinese. Anfitrione Simone Cavallini di Vinalia, che ha riunito nell'enoteca di vicolo San Giuseppe sapori e maestri gourmet. In menu maialino della macelleria Scardigli, pane a lievitazione naturale e schiacciata del forno Galli, la gremigna dello chef castagnetano Umberto Creatini, vini di Bolgheri, gelato di Filippo. Una girandola di gusto che potrebbe convincere lo scrittore a inserire i vicoli della vecchia Kaekna nel suo prossimo romanzo. Rinverdendo i fasti del quasi dimenticato (ahimè) Carlo Cassola. Corsi e ricorsi. Sia mai che un thriller riesca a recuperare la labile memoria storica dei cecinesi.
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