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DAI MOSTRI ALLA FICTION
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DAI MOSTRI ALLA FICTION «Nessuno ricorda le vittime» Con una tesi sul "mostro di Foligno", Donato Carrisi, 38 anni, ha cominciato giovanissimo la sua carriera di criminologo. Ha messo nel cassetto la laurea in giurisprudenza, ha lasciato la Puglia e si è trasferito a Roma. Dove ha lavorato a lungo come sceneggiatore per fiction televisive (da "Nassirya" per Canale 5 alla serie "Era mio fratello" per Rai 1). Ma spesso è in tv e sui giornali anche come opinionista, da Matrix al Corriere della sera. Attento osservatore della cronaca, respinge le accuse rivolte alle trasmissioni di approfondimento delle grandi inchieste giudiziarie: «Chissà come mai il nome delle vittime non lo ricorda mai nessuno», incalza il pubblico. Il vero successo del thriller? «Il fascino che esercita il lato oscuro sull'animo umano».
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