Il Tirreno

IL COMMENTO

Prove d'integrazione sui banchi di scuola

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È moldava la prima nata del 2012 a Cecina: così come in molti ospedali della Toscana e del resto d'Italia l'anno si è aperto con la nascita di un bambino extracomunitario.  In vent'anni la nostra società si è colorata, è diventata multirazziale. Basta entrare in una scuola per accorgersi della mutazione. Ed un segnale di apertura, perché l'integrazione passa da lì, da quei banchi, dalla consuetudine tra diversi e uguali. Dalla conoscenza reciproca.  Vent'anni fa, più o meno quando è venuto alla luce il primo bimbo extracomunitario nel nostro ospedale, a Vada ci fu la rivolta delle mamme contro i corsi serali di italiano per immigrati. Adesso, dagli asili ai licei, nelle nostre scuole ci sono tanti figli di immigrati. C'è un'associazione albanese che organizza corsi di lingua. E ci sono i primi ragazzi cresciuti qui che vanno all'università.  È normale, e auspicabile, che si torni a discutere del diritto di cittadinanza per i nati in Italia, così come del diritto di voto ai residenti. Ma senza dimenticare i piccoli passi giornalieri: opportunità d'incontro, iniziative culturali che ci facciano conoscere questi nuovi compagni di viaggio.             (m.m.)

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