Il Tirreno

Oggi convocata d’urgenza la consulta regionale dell’Anci. Cecina e Rosignano: «Ascoltiamo le categorie»

Orario libero dei negozi, i Comuni frenano

L’ingresso di un supermercato
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L’ingresso di un supermercato

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 CECINA. La liberalizzazione degli orari dei negozi introdotta dal governo Monti non convince le amministrazioni comunali. A Cecina il sindaco Stefano Benedetti anticipa che nei prossimi giorni ci sarà un confronto con le associazioni di categoria.  «Nel nostro comune abbiamo un regolamento - dice - che già offre ampia facoltà di scelta alle attività commerciali, con alcuni punti fermi come la chiusura per Natale ed altre importanti festività. A breve organizzeremo un incontro con le associazioni di categoria per esaminare la loro posizione». Posizione che già Confesercenti ha espresso con chiarezza. In una nota Paolo Biasci ha affermato infatti la contrarietà del suo sindacato a una liberalizzazione selvaggia, che rischia di danneggiare soprattutto i piccoli esercenti. Anche l'amministrazione comunale di Rosignano frena. L'assessore al Commercio e attività produttive Luca Agostini richiama la legge finanziaria approvata a fine dicembre dalla Regione Toscana. Che pone un freno alle liberalizzazioni. «Il decreto Monti, che si rifà al precedente decreto Tremonti - commenta - introduce nuove sposizioni in materia di orario delle attività commerciali. Disposizioni tutte da chiarire». E la Regione non ha perso tempo. Oggi pomeriggio a Firenze è stata convocata infatti la consulta del commercio dell'Anci (l'associazione dei comuni). Uno stato generale per fare il punto sulla rivoluzione introdotta dal governo, che preannuncia un braccio di ferro. Da un lato i limiti fissati dalla Regione, dall'altro l'apertura tout court. Agostini, in qualità di membro della consulta Anci, chiarisce: «Le norme generali introdotte dal decreto possono essere recepite oppure no dalle singole amministrazioni. È su questo punto che dobbiamo fare chiarezza, attraverso una concertazione con le associazioni di categoria».  La richiesta di concertazione arriva già da Confesercenti. Che auspica un confronto congiunto con tutti i comuni della Val di Cecina.  Il timore della liberalizzazione senza limiti è che ne traggano vantaggio i grossi centri commerciali, a scapito dei piccoli esercenti e delle attività familiari, che non possono contare sulla turnazione del personale. Ma anche da grandi catene di distribuzione c'è stato a suo tempo un alt alle aperture "selvagge". Così come da parte delle autorità ecclesiastiche, che ponevano l'accento sul rischio della disumanizzazione del lavoro. (ALTRI SERVIZI A PAG. 2 E 3)

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