Attenzione
«Rossi mandi a casa il direttore dell'Asl»
Liste d'attesa e disservizi. Don Reno dal Brasile chiede una svolta
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CECINA. Intervenga il presidente Rossi per risanare una situazione ormai sfuggita di mano ai dirigenti dell'Asl 6. Lo chiede dal Brasile don Reno Pisaneschi presidente del Comitato Pro Ospedale che in una lettera ritorna sui tempi di attesa elevati per alcuni esami. «In questi giorni - scrive don Reno - leggiamo dai giornali che per l'ecografia i tempi d'attesa si avvicinano a 150 giorni. Per la Tac 180 giorni. La mammografia 250 giorni. Per l'ecografia al seno 210 giorni.
Per un ecodoppler cardiologico 189 giorni. Non passa giorno in cui, noi del Comitato pro ospedale, non veniamo bombardati da persone che denunciano l'ingiustizia subita: la gente è costernata sopratutto quando contattando il Cup o qualche sportello dei vari ospedali si sentono presentare attese da tempi biblici. Ma guarda il caso, per lo stesso esame, nella stessa struttura, la disponibilità viene proposta entro pochi giorni, segno di un sistema che così com'è non ce la fa a rispondere alle esigenze dei cittadini: chi ha quattrini porte spalancate.
Ma come è possibile che proprio i maggiorenti mentre si dichiarano difensori dei più poveri li prendano poi bellamente in giro?» E ancora: «La nostra aspettativa nei confronti della dottoressa Calamai e delle istituzioni ha raggiunto livelli sfavorevoli». Conclude don Reno: «A questo punto chiediamo che il presidente Rossi intervenga rapidamente per risanare la situazione sfuggita ai dirigenti della Asl 6.
Chiediamo a voce spiegata un'azione forte e rigogliosa ai sindaci della Bassa Val di Cecina, primi responsabili della salute dei loro cittadini. Sindaci, abbiate dunque il coraggio umano, civile e politico non di sospendere il giudizio ma di negare la promozione a chi non ha lavorato secondo il contratto e come era suo dovere morale: la Calamai deve essere bocciata, perché ha distrutto anche la speranza e la dignità dei più poveri».
Per un ecodoppler cardiologico 189 giorni. Non passa giorno in cui, noi del Comitato pro ospedale, non veniamo bombardati da persone che denunciano l'ingiustizia subita: la gente è costernata sopratutto quando contattando il Cup o qualche sportello dei vari ospedali si sentono presentare attese da tempi biblici. Ma guarda il caso, per lo stesso esame, nella stessa struttura, la disponibilità viene proposta entro pochi giorni, segno di un sistema che così com'è non ce la fa a rispondere alle esigenze dei cittadini: chi ha quattrini porte spalancate.
Ma come è possibile che proprio i maggiorenti mentre si dichiarano difensori dei più poveri li prendano poi bellamente in giro?» E ancora: «La nostra aspettativa nei confronti della dottoressa Calamai e delle istituzioni ha raggiunto livelli sfavorevoli». Conclude don Reno: «A questo punto chiediamo che il presidente Rossi intervenga rapidamente per risanare la situazione sfuggita ai dirigenti della Asl 6.
Chiediamo a voce spiegata un'azione forte e rigogliosa ai sindaci della Bassa Val di Cecina, primi responsabili della salute dei loro cittadini. Sindaci, abbiate dunque il coraggio umano, civile e politico non di sospendere il giudizio ma di negare la promozione a chi non ha lavorato secondo il contratto e come era suo dovere morale: la Calamai deve essere bocciata, perché ha distrutto anche la speranza e la dignità dei più poveri».
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