Il Tirreno

Chiude storico negozio di bici e moto

Chiara Castaldi
Chiude storico negozio di bici e moto

Dopo 80 anni la famiglia Donati abbassa la saracinesca

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ROSIGNANO. Chiude l'attività di vendita e riparazioni di motocicli sulla via Aurelia 248 di Mario Donati, che a 72 anni va in pensione, lasciandosi alle spalle un'attività con una storia di oltre 80 anni.  Attività ereditata dal babbo e dallo zio. Insieme a Donati se ne va in pensione un pezzo di storia del commercio a Rosignano.  Aperto negli anni Venti dallo zio materno Rizieri Galigani, in un altro fondo sempre sulla via Aurelia, fu rilevato dal babbo di Mario, Silvio Donati, nel 1953. «Io - racconta Mario Donati - iniziai a lavorare con il mio babbo a 14 anni, finito l'avviamento e diventai titolare subentrando a lui nel 1964, nella stessa bottega dove sono restato fino ad oggi».

Un'attività che avendo attraversato un arco temporale molto vasto e pieno di cambiamenti ha diversificato più volte la vendita e conosciuto diversi cambiamenti dei costumi. «Agli inizi - dice Donati - facevamo solo riparazioni. Dal '51 iniziammo anche con la vendita». Fin dai primi anni Cinquanta e per lungo tempo, oltre alla riparazione di biciclette il negozio vendeva anche accessori per la caccia. «Possiedo ancora - ammette - una licenza rilasciata dal comune risalente al 1972 per entrambe le attività». Donati stesso ha la passione della caccia e il suo negozio è stato anche ritrovo di alcuni amici cacciatori che andavano a trovalo per fare due chiacchiere. Dagli anni Sessanta e per alcuni decenni, Donati ha introdotto anche l'attività di riparazione di moto e motorini. «Una volta - racconta - Paolo Panelli venne a farsi accomodare il motorino da me. Mentre Marcello Mastroianni venne per vedere una bici». 

Donati chiude perché va in pensione, ma nei suoi racconti affiora un po' di malinconia per i tempi in cui la bicicletta era il mezzo di trasporto più diffuso. «Prima - dice - la bicicletta era un mezzo molto usato, mi ricordo fiumi di operai in bici che uscivano dalla Solvay. Oggi hanno tutti l'automobile, e i giovani vanno in motorino. Il grosso calo c'è stato negli anni Novanta. Poi con la sempre maggiore diffusione della grande distribuzione è calata anche al vendita. Chi sono i miei clienti oggi? Badanti ed extracomunitari. Io a bottega sono sempre andato a piedi perché abito a due passi, ma quando mi sposto, se non piove, uso sempre la bicicletta».

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