Sicurezza
«Sospendendo il parere non si assumono le loro responsabilità»
Calamai: il Fli bacchetta i sindaci
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CECINA. Al Fli non basta la sospensione del parere sul gradimento di Monica Calamai, direttore generale dell'Asl 6. «Il giudizio che dovevano pronunciare i sindaci della Bassa Val di Cecina doveva essere assolutamente negativo - scrivono Alessandro Tinti e Francesco Musotto - in questo modo i sindaci (compreso Benedetti) evitano di prendersi le loro responsabilità e rimandano a fine gennaio la risoluzione del problema. La direttrice Calamai è stata rimandata a settembre, quando invece doveva essere bocciata a giugno». In ogni caso, aggiungono Tinti e Musotto, «questa sospensione significa che avevamo ragione. Promesse tante ma fatti pochi da parte della Calamai. Sospendendo il giudizio, i sindaci confermano che riconfermare la Calamai, inviata sul nostro territorio dal governatore Enrico Rossi, comporterebbe la decapitazione del nostro ospedale, che se sarà nominata nuovamente per 3 anni attuerà la politica di partito, del taglio indetta da Rossi, senza tener conto dell'ammalato ma solo del dio quattrino, senza confrontarsi con i tecnici e con chi opera tutti i giorni in prima linea a salvaguardare l'ammalato». «Basta con questi ordini di scuderia di partito - - aggiungono Tinti e Musotto - siamo al fotofinish, e politicamente sospendere un giudizio verso il governatore Rossi sulla riconferma della direttrice significa schierarsi contro sul suo operato della riorganizzazione dell'ospedale. Fli chiede a tutte le forze politiche di unirsi per un'unica battaglia per il nostro ospedale».
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