Il Tirreno

L’istituto pisano valuta medie le performance locali: buono il trattamento dello scompenso cardiaco

Società della salute, voto sufficiente

Rino Bucci
Sabina Nuti
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Sabina Nuti

Il Sant'Anna fa le pagelle alla sanità cecinese: maglia nera alle liste d'attesa

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 CECINA. Le performance della Società della Salute? Poco sopra la sufficienza, con un solo punto di forza e qualche macchia. Comunque in linea con le prestazioni medie che vengono erogate in Toscana. A scattare la foto più recente della realtà che gestisce i servizi socio-sanitari nel territorio è il laboratorio Management e Sanità (Mes) del Sant'Anna, nel suo report annuale (relativo al 2010).  I precursori. Tra le 25 Società della Salute presenti sul territorio toscano, quella della Bassa val di Cecina è stata tra le prime ad essere costituita. Nacque in via sperimentale nel 2004, un anno prima della legge regionale che ha dato il via alle zone-distretto. Attenzione, però: il vantaggio temporale rispetto alle altre realtà del Granducato non si traduce in performance migliori. E se i risultati della nostra Società della salute sono - in generale - migliorati nel corso di quest'anno vanno anche a scomparire diverse eccellenze che hanno caratterizzato il 2009.  Su tutte la capacità di governo della domanda: da punto di forza scende a servizio di buona qualità.  Promossi. Nel grande bersaglio scelto dagli esperti del Sant'Anna per visualizzare i risultati ottenuti dal distretto locale nel 2010, la maggior parte delle freccette si fermano sul terzo dei cinque cerchi. Quello che evidenzia performance "medie", cioè sufficienti. Ma ci sono anche dei campi d'intervento in cui la Società della Salute riesce meglio.  Uno di questi riguarda lo scompenso cardiaco. «Il ricovero per pazienti tra i 50 e 74 anni - si legge nelle relazione - è spesso segno di una mancata o inadeguata presa in carico da parte del territorio». E in questo senso i numeri confortano. Infatti, se il tasso regionale per ricovero per scompenso si attesta sulle 192,139 unità su 100mila residenti, in Bassa val di Cecina scende a 147,29 unità.  Buoni anche i dati sulla capacità di governo della domanda. «La domanda di assistenza sanitaria - scrivono dal Sant'Anna - deve essere guidata dal sistema sanitario, con particolare riguardo ai ricoveri ospedalieri, in modo che la risposta sia adeguata al bisogno sanitario e venga erogata nelle forme appropriate». Se il tasso in Toscana è pari a 144,828 ogni mille residenti, in Bassa val di Cecina scende a 135,76. Va però detto che la maggior parte dei distretti riesce a scendere sotto la soglia indicata.  Confortanti anche i numeri che riguardano la mortalità per i tumori, soprattutto se consideriamo che nella zona Livornese in Val di Cornia sono ben più alti. Nel nostro distretto è pari a 160,9 cittadini ogni mille (contro la media regionale del 165,015).  Dolenti note. Non ci sono solo le rose e i fiori. I dati più preoccupanti riguardano la mortalità per suicidi. In questo caso la freccetta va sul rosso, nella casella che indicata risultati «molto scarsi» e punti di debolezza (c'era anche l'anno scorso). Se l'indicatore intra-regionale si ferma sulle 5,567 unità per mille residenti, in Bassa val di Cecina il valore sale al 6,72.  Sotto la media anche i numeri che riguardano l'attività fisica e la situazione nutrizionale. La nostra Società della Salute si guadagna la maglia nera (il valore supera di poco la metà del livello di sufficienza). Malgrado «l'eccesso di peso favorisca l'insorgenza di patologie come ipertensione, diabete o ictus». Ci si muove poco e si mangia peggio. Sufficienze. In linea con la media toscana la maggior parte delle voci: l'indice di vecchiaia, il consumo di alcol, l'abitudine al fumo, il tasso di natalità, quello di screening, l'appropriatezza medica. Buona, invece, la copertura vaccinale.  Valutazione esterna. Qualcuno dirà che sono stati troppo buoni. Ma gli utenti intervistati hanno promosso tutte le Società della Salute con cui hanno avuto a che fare.  Quella della Bassa val di Cecina soddisfa per: orari d'apertura, organizzazione complessiva, gentilezza e professionalità del personale.  Lucchesi. I risultati ottenuti dalla Società della Salute per il 2010, soddisfano il direttore Paolo Lucchesi. «Anche se rimangono ampi spazi di miglioramento».  «Dopo aver letto il report del Sant'Anna - dice Lucchessi - non posso che ritenermi soddisfatto. La nostra Società della Salute pur non avendo troppa visibilità anche dal punto di vista mediatico ha raggiunto performance soddifsacenti. Anche in relazione ad altre realtà vicine. Oggi, dobbiamo continuare su questa strada lavorando sul paradigma non della sanità e dell'ospedalizzazione ma su quello della salute. Ci servirà a migliorare i risultati che non sono ancora sufficienti. Penso soprattutto all'alto numero dei suicidi (indicato come punto di debolezza, ndr) che sono indice di un malessere. Serve in questo caso un'opera di sensibilizzazione». Per il direttore le performance oltre la media della sufficienza «sono conseguenza di un modello che non solo nasce dalla sperimentazione del 2004 ma da un modo di lavorare che parte dagli anni'80 e che si migliorerà nel 2012 quando tutta la gestione tecnica e amministrativa passerà nelle mani della Società della Salute».

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