Finanza
Ancora pochi giorni di attività. I gestori valutano la richiesta di danni alla società autostradale
Si demolisce area di servizio
Mario Moscadelli
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Larea di servizio Agip Malandrone lungo la Variante a Vada Chiude per sempre l'Agip sulla Variante. A buttarlo giù la Sat
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ROSIGNANO. È iniziato davvero il conto alla rovescia per la maxi area di servizio "Malandrone", lungo la Variante. Sulla carta, infatti, il prossimo 31 dicembre sarà l'ultimo giorno di lavoro per questo decennale impianto. Molto probabilmente, però, l'attività sarà prolungata di qualche altra settimana. Ma di sicuro non si supererà il mese di gennaio. Dunque, siamo arrivati all'epilogo della vicenda del distributore di benzina Agip cancellato dalle mappe, dopo almeno 20 anni di attività, in conseguenza all'adeguamento in Tirrenica del primo lotto della Variante. Un taglio che ha scatenato molte polemiche, anche politiche, con tanto di causa tra Eni e Sat. Ma nonostante i numerosi appelli di una parte dei consiglieri comunali, l'area di servizio sarà presto demolita. «Eni - afferma Federigo Fossi, uno dei soci dell'impianto del Malandrone - proprio in questi giorni ci ha inviato una lettera dicendo che la concessione che scade sabato prossimo non sarà rinnovata. Dunque, dal primo gennaio, Sat, che ha espropriato circa 800 metri quadrati di terreno su cui insiste anche la nostra area di servizio, può in qualsiasi momento ordinarci la cessazione dell'attività». Cessazione che arriverà sicuramente entro il mese di gennaio: Sat, infatti, su quella zona deve intervenire per installare ad esempio dei depuratori in tempo per l'apertura dell'intero casello prevista per la fine della prossima primavera. Comunque sia, fino a che Sat non dirà ai gestori di andarsene, l'impianto continuerà a funzionare. «Per un semplice motivo - spiega Fossi - che avendo un contratto in essere con Eni fino al 2015, non interrompendo volontariamente l'attività possiamo chiedere un indennizzo allo Stato per gli anni di esercizio che di fatto andiamo a perdere. Esiste un apposito fondo per questi casi». Ma la società che gestisce l'impianto, la Mapa snc, sta valutando anche la possibilità di una causa a Sat. Non tanto per la chiusura definitiva, ma per le condizioni in cui è costretta a lavorare dallo scorso 27 giugno, data in cui è stato inaugurato il casello, che di fatto ha tolto l'Agip dalla Variante (oggi è collegato alla Ss1 con apposita rampa). «Da quel giorno - continua Fossi - il nostro fatturato è sceso del 70% e abbiamo iniziato a licenziare il personale, che fino ad allora contava di 10 unità. Oggi si va avanti con una conduzione familiare, più una barista. Secondo noi, però, ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento danni a Sat: questo sulla base, che la società autostradale ci ha spostati di posizione in anticipo rispetto ai tempi, togliendoci dal traffico della Variante e delle altre arterie collegate, come la 206».
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