Finanza
Ciao Angelo, memoria di Vada
L'ultimo saluto nella chiesa di S. Leopoldo, con il ricordo degli amici Creatini: «Era un'istituzione». Baldeschi: «Mi mancherà la sua verve»
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VADA. Nella sua chiesa, simbolo della Vada leopoldina, si sono dati appuntamento in tanti, sabato mattina, per testimoniare l'ultimo saluto ad Angelo Mengozzi. Insieme ai parenti, agli amici, ai compaesani, agli ex colleghi dello stabilimento Solvay (dove ha lavorato fin dal 1960) c'erano il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi e i dirigenti dell'Arci, associazione di cui il figlio Gianluca è presidente regionale. Nel gelo delle antiche navate risuonava la voce della corista che ha accompagnato la messa solenne, scandita dalle parole di ricordo degli amici più cari. Roberto Creatini, presidente della Pro Loco vadese, ha definito Angelo un'istituzione. Mario Baldeschi, presidente del locale Circolo nautico, lo ha tratteggiato con parole affettuose, rotte dalla commozione. Angelo, a lungo collaboratore del Tirreno, aveva sempre l'occhio e la mente attenta a quello che sucedeva nella comunità vadese, ha ricordato. «Continuerò a passare davanti alla sua casa, a salutare sua moglie e i suoi figli. Mi mancherà il suo punto di vista», la sua verve polemica. Mente e cuore, aggiungiamo, e spirito critico. Tante volte ha scritto della chiesa di San Leopoldo, auspicandone l'opera di ristrutturazione, la chiesa nella quale per lunghi anni ha collaborato a costruire il presepe insieme al parroco storico, don Antonio Vellutini. Ha partecipato alla vita sociale e sportiva di Vada, ogni volta sottolineandone pregi e difetti. Ma la sua vita è stata animata da molte passioni: prima fra tutte il mare - aveva ancora un gozzo per la pesca - e l'orto, in cui si recava con la sua inconfontibile Ape verde. Lo stesso "apetto" che lo ha accompagnato nell'ultimo viaggio, in pineta per raccogliere legna da ardere, quando un infarto se l'è portato via. Dopo la messe funebre, la salma è stata cremata al cimitero dei Lupi di Livorno, per poi essere tumulata nel cimitero di Vada. All'amata moglie Nicole, ai figli Luisella e Gianluca, l'abbraccio degli amici del Tirreno. (m.m.)
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