La manifestazione
Vada in lutto per la morte di Angelo Mengozzi
Mario Moscadelli
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Due primi piani di Angelo Mengozzi 2 MINUTI DI LETTURA
VADA. Anche ieri mattina aveva letto l'amato Tirreno prima di salutare sua moglie Nicole e salire sull'inseparabile "apetto" verde. Le aveva detto che sarebbe andato a fare un giro. Per Angelo Mengozzi, classe '32, custode della memoria vadese e da molti anni collaboratore del nostro giornale, è stato l'ultimo: un infarto se l'è portato via mentre raccoglieva della legna a Pietrabianca. Sarebbe servita per il suo camino, una delle sue numerose passioni. Oltre a essere una voce sempre presente e puntuale dalla frazione costiera, Mengozzi è stato un punto di riferimento per tutta la cittadinanza, soprattutto per il mondo dell'associazionismo a cui ha contribuito direttamente. Non c'era vadese che non conoscesse. Nato a Guardistallo il 28 aprile 1932, nel 1960 era entrato in fabbrica. Aveva fatto tutta la scalata, fino alla qualifica di impiegato del Mantenimento B, addetto alle relazioni tra la società e le ditte esterne. Con grande orgoglio raccontava spesso di quando, in occasione delle visita di Papa Wojtyla nel marzo del 1982, coordinò i lavori per la costruzione della piattaforma di terra battuta dentro lo stabilimento sulla quale atterrò l'elicotterò del santo padre. Ma è datata 1963 la sua più bella "impresa": era sul mare, per lui la più grande passione, quando sulla spiaggia delle Gorette vide una ragazza francese, Nicole Morvan. La conobbe, se ne innamorò. Per poi sposarla nel 1966 a Trézien, in Bretagna, il paesino dove la donna insegnava. Insieme, però, hanno costruito la loro vita a Vada. È qui che hanno cresciuto i figli Gianluca e Luisella: il primo oggi è un architetto di 44 anni e presidente dell'Arci toscana, la seconda è un'insegnante di 42, madre di una bambina. E l'arrivo di una nipotina, Mirta, aveva dato ad Angelo un nuovo slancio, semmai ne avesse avuto bisogno vista la sua grande vitalità. Era un uomo di mare: faccia sempre abbronzata e barba folta ma curata. Ha sempre avuto una barca: l'ultimo gozzo l'aveva sistemato recentemente e in questi giorni si era preparato una ventina di chili di gamberetti per andare a pesca. Amava anche la terra, tanto da custodire due orti comunali. Dalla mattina alla sera sempre in movimento, sempre in giro con il suo apetto, pronto a carpire notizie buone per il giornale, magari di calcio, altro pallino. È stato così anche negli ultimi giorni. Con il pensiero di scaldarsi, dopo cena, davanti al suo camino.
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