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Flash mob a Cecina in difesa del teatro
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CECINA. Metti insieme esperti di coreografie, un gruppo di giovani arrabbiati e un tema su cui focalizzare la protesta. Il resto lo fa la rete, nel senso di Internet. Il passaparola corre su chat e social network e così un gruppone di 80 persone, perlopiù giovani, realizza un blitz urbano. Succede anche a Cecina, nella centralissima piazza Guerrazzi, dove si materializza davanti al gazebo di Radio Stop una folla di giovani e giovanissimi.
Fermi immobili, tutti insieme. Per protesta perchè non hanno un teatro. Perchè la comunità cecinese non ha un teatro. Perché quello che c’è - il glorioso De Filippo - è agibile per metà. L’iniziativa è della scuola di danza di Amanda Modesti. L’insegnante guida i giovani allievi che si dispongono con manifesti che rivendicavano «un teatro per Cecina» nel bel mezzo della piazza della chiesa. Prima in una sorta di seduta a terra, tipo sit-in, poi in piedi con movenze danzate e ritmate a base di slogan.
L’iniziativa giunge dopo le note vicende che hanno segnato in questa fase le difficoltà gravi in cui versa il teatro De Filippo proprio nel bel mezzo della stagione invernale. Già è nato un comitato per la «salvezza del teatro» guidato dall’Artimbanco, la scuola comunale di teatro; comitato che si è espresso con una iniziativa analoga di protesta cantata e ritmata proprio davanti alla sala in occasione del recente spettacolo in cartellone. Con ripercussioni sul pubblico in termini di apprezzamento e di chiaro consenso: il teatro da tempo versa in condizioni impresentabili.
Per di più la scuola media di Cecina ha incontrato difficoltà insormontabili per consentire l’afflusso dei genitori durante uno spettacolo dei ragazzi della «Galilei» nella sala De Filippo. La protesta dell’autorità scolastica era pertanto scontata. Ed ora questa iniziativa autonoma di una scuola di danza. Purtroppo i tempi delle risposta amministrativa alle necessità del De Filippo sembrano non corrispondere alle esigenze di tempestività e di immediatezza: la protesta corre, il Comune, suo malgrado, no.
Fermi immobili, tutti insieme. Per protesta perchè non hanno un teatro. Perchè la comunità cecinese non ha un teatro. Perché quello che c’è - il glorioso De Filippo - è agibile per metà. L’iniziativa è della scuola di danza di Amanda Modesti. L’insegnante guida i giovani allievi che si dispongono con manifesti che rivendicavano «un teatro per Cecina» nel bel mezzo della piazza della chiesa. Prima in una sorta di seduta a terra, tipo sit-in, poi in piedi con movenze danzate e ritmate a base di slogan.
L’iniziativa giunge dopo le note vicende che hanno segnato in questa fase le difficoltà gravi in cui versa il teatro De Filippo proprio nel bel mezzo della stagione invernale. Già è nato un comitato per la «salvezza del teatro» guidato dall’Artimbanco, la scuola comunale di teatro; comitato che si è espresso con una iniziativa analoga di protesta cantata e ritmata proprio davanti alla sala in occasione del recente spettacolo in cartellone. Con ripercussioni sul pubblico in termini di apprezzamento e di chiaro consenso: il teatro da tempo versa in condizioni impresentabili.
Per di più la scuola media di Cecina ha incontrato difficoltà insormontabili per consentire l’afflusso dei genitori durante uno spettacolo dei ragazzi della «Galilei» nella sala De Filippo. La protesta dell’autorità scolastica era pertanto scontata. Ed ora questa iniziativa autonoma di una scuola di danza. Purtroppo i tempi delle risposta amministrativa alle necessità del De Filippo sembrano non corrispondere alle esigenze di tempestività e di immediatezza: la protesta corre, il Comune, suo malgrado, no.
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