La manifestazione
Un colpo alla tempia e muore
A.d.G.
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I carabinieri mentre cercano la pistola e, sotto, via Rosselli transennata Tragica fine di un appuntato, per i carabinieri è un suicidio
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CECINA. Era steso a terra tra due auto, la faccia coperta di sangue che gli usciva da una tempia. Moribondo, ma si muoveva. Era ancora vivo. C'è chi ha sentito uno sparo, c'è anche chi dice di aver assistito alla scena. Ma tutti i testimoni sono stati circondati da un muro innalzato dai carabinieri. Forse perché quell'uomo steso in terra, poi deceduto all'ospedale, era proprio uno di loro. Un carabiniere. Aveva 45 anni, una moglie e due figli. Si è sparato: questa la versione ufficiale che ci è stata fornita. Ed è per questo che non pubblichiamo il suo nome. E' avvenuto in pieno centro, all'angolo tra via Fratelli Rosselli e via 2 Giugno. Alle 20 circa. Il 118 ha inviato sul posto un'ambulanza della Misericordia di Palazzi, essendo la Pubblica assistenza di Cecina impegnata in un altro servizio. I soccorritori hanno trovato un uomo steso tra due auto parcheggiate vicino a un paio di cassonetti. Ce n'erano cinque di auto e sono rimaste lì fino alla notte, sotto sequestro. Perché all'inizio non si capiva bene cose fosse successo, cioè se si dovesse parlare di aggressione o di suicidio. Quando sono arrivati, i carabinieri hanno radunato i testimoni (una decina, tra questi un bambino) all'angolo di fronte al punto dove c'era il ferito, nel frattempo portato via e deceduto intorno alle 21 al pronto soccorso. Nervosissimi, i militari hanno cacciato chiunque si avvicinasse, cronisti compresi. Nel frattempo hanno transennato tutta l'area, bloccando il traffico. E con le torce si sono messi alla ricerca dell'arma. Per circa un'ora hanno cercato avanti e indietro, finché non l'hanno trovata. Dicono che fosse sul marciapiede. Dovrebbe trattarsi della Beretta d'ordinanza dell'appuntato. Alcuni testimoni sono stati accompagnati in caserma. Non sappiamo se l'appuntato abbia lasciato qualcosa di scritto o quali problemi avesse. Il suo gesto è rimasto inspiegabile fino a tarda serata anche per il magistrato di turno, la dottoressa Paola Rizzo.
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