Il Tirreno

Montescudaio. Convocati comuni, enti e istituzioni. All’esame la parte industriale del progetto

La Regione riapre la partita Idros

La Regione riapre la partita Idros

Domani la conferenza dei servizi: nuovo invaso ad uso di Solvay

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 MONTESCUDAIO. Chi pensava che la partita di Idros fosse già terminata dovrà ricredersi. Proprio a ridosso delle feste di Natale, infatti, la Regione Toscana convoca la conferenza dei servizi. Ed è una sorpresa per molti, anche per quei comuni che non aspettavano certo di sedersi al tavolo per un progetto che sembrava al palo: invasi d'acqua per uso industriale da realizzarsi con le piene del Cecina alla Steccaia.  Questo a fronte di una riduzione dei prelievi nel periodo estivo ed una serie di interventi di «compensazione ambientale». Quanto salta la parte idropotabile del progetto (acqua per la comunità della Val di Cecina) ecco che arriva la sostituzione - sancita dalla delibera regionale 926 del 2008 - con la compensazione a carico di Solvay (4,6 milioni) per realizzare un invaso di 720mila metri quadrati a Puretta con acqua buona da bere. Nella vicenda, però, s'interseca il rinnovo delle concessioni minerarie per l'estrazione del salgemma alla stessa Solvay e all'Atisale. Percé la seconda sezione del Tar di Firenze, accogliendo il ricorso di Wwf e ambientalisti, annulla il rinnovo delle concessioni «Cecina», «Volterra» e «Poppiano» alla multinazionale belga e contesta - in forma di diritto ma anche di sostanza - proprio la sostituzione del progetto Idros nella parte dell'uso idropotabile con l'impegno di Solvay e Ati a costruire il nuovo invaso di Puretta.  La partita si fa più dura. Solvay rivendica acqua e salgemma, la Regione si trova una sentenza del Tar sul groppone, le comunità della Val di Cecina sono preoccupate per gli emungimenti a fini industriali e mettono in guardia dal rischio di aggredire una delle poche risorse d'acqua di buona qualità disponibile, quella dei cavi della Steccaia. Ad accendere le micce, poi, la contesa fra il sindaco di Volterra e la Solvay sulla cava di Saline che acuisce la spaccatura fra una parte dei cittadini della Val di Cecina, riuniti in comitato e preoccupati per i rischi dell'attività estrattiva su un suolo già martoriato, e l'azienda che non può prescindere dal salgemma per le produzioni storiche della sodiera e dell'elettrolisi.  In questo quadro ecco che la Regione riapre una partita che sembrava sospesa, riavviando l'iter della parte industriale del progetto Idros che riguarda proprio gli invasi con l'acqua di piena nel comune di Montescudaio. E per domani convoca gli enti al capezzale del suo organo tecnico. Ma c'è un ma ed è legato a quello che potrà dire l'amministrazione comunale di Montescudaio direttamente interessata da questa parte di progetto. E' probabile che il sindaco Pellegrini chieda tempo perché vuole discutere la cosa con le forze politiche e col consiglio comunale. Poi ci sono i termini di una convenzione con Solvay, scaduta, che va ridiscussa e relativa alle «ricadute pubbliche» in cambio del via agli invasi.

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