Il Tirreno

Il ginecologo che ama il noir a "scuola" da Veronesi e Baricco

Stefano Masoni
◗
Stefano Masoni

3 MINUTI DI LETTURA





Quando non lavora e non è impegnato in famiglia si dedica alla scrittura. Soprattutto ama il genere noir. Stefano Masoni, ginecologo in servizio all'ospedale di Cecina, coltiva fin da adolescente questa passione che solo da pochi anni ha promosso ad «hobby», come la chiama lui.  Ma in realtà è qualcosa di più di un hobby; è una passione che gli è valsa premi e pubblicazioni su riviste letterarie di prestigio.  Quest'hobby infatti gli ha consentito di infilzare dal 2008 a oggi un riconoscimento dopo l'altro, e gli è valso anche "un giorno da leone" a scuola da Carlo Lucarelli, Alessandro Baricco, Sandro Veronesi, Niccolò Ammaniti.  «Ero gasatissimo», ammette con un'espressione colorita che ne rivela spontaneità e simpatia labronica. Da qualche anno frequenta la scuola Qwerty di Raffaele Palumbo a Livorno, sua città natale e dove vive. Compare nella raccolta "Presenza di spiriti" col racconto "La cosa giusta".  Quando ha iniziato a scrivere? Fin da ragazzo mi piaceva scrivere. Alle superiori mi occupavo del giornalino della scuola e anche all'università ho continuato a scrivere.  Lo facevo per me e al massimo per qualche amico, ma solo come svago. E poi cosa è successo? Qualche anno fa fra il 2007 e il 2008, un amico, il procuratore Massimo Mannucci, che era già nell'ambiente avendo pubblicato qualche libro di narrativa, mi chiama e mi dice che l'editore Erasmo cerca racconti in stile noir ambientati a Livorno per pubblicare un libro.  Così scrissi un racconto ambientato su un'ambulanza della Pubblica assistenza di Livorno dove allora prestavo servizio. Fu scelto e pubblicato nella raccolta "Crepa!" uscita nel 2008. Alla scuola Qwerty come è arrivato? Tramite il libro perché molti degli autori degli altri racconti venivano da quel gruppo, nel quale entrai anch'io. Dopo Crepa cosa ha pubblicato? Undici racconti premiati o segnalati in premi letterari, poi pubblicati in raccolte di opere scelte. Con l'ultimo ho partecipato, ricevendo una menzione, a un concorso del Tirreno. Siccome a Livorno sono conosciuto ho usato uno pseudonimo, firmandomi con l'anagramma del mio nome, per non influenzare la giuria.  Ha anche ottenuto diversi premi. Ho ottenuto il terzo posto al premio La Meloria, il secondo nella sezione radiodrammi del premio "Lama e Trama", concorso nazionale di Maniago in Friuli, e sono stato fra i finalisti del premio Orme Gialle, di Pontedera. Ma la soddisfazione più grande è arrivata con il premio "Perfect day", concorso organizzato dalla Scuola Holden di Torino, quella di Alessandro Baricco. Il premio era un giorno di lezione alla scuola.  Oltre a Baricco, come insegnanti avevo, Lucarelli, Veronesi, Ammaniti. Questa passione l'ha portata a conoscere altri personaggi famosi? Nel 1980 ho partecipato alla trasmissione di Rai uno "Scacco matto", con Claudio Cecchetto e Pippo Franco, abbinata alla Lotteria Italia; i concorrenti dovevano essere bravi solutori di gialli. In quell'occasione conobbi anche il duo Casacci-Ciambricco, autori dei gialli del tenente Sheridan. Una gran bella esperienza. Cosa la affascina del noir? È un genere che ti permette di lavorare molto con la fantasia ed è stimolante perché devi piazzare gli indizi al posto giusto, per rendere interessante il racconto, creare la suspense per condurre il lettore.  E poi così posso divertirmi con colleghi ed amici minacciandoli, per battuta, di inserirli nel prossimo racconto e fargli fare una brutta fine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa