Trasporti
Alunni al freddo, esplode la protesta
Situazione che sembra andare avanti dall’inizio dell’anno e che ha portato all’esasperazione 30 classi di studenti
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Se stamani il riscaldamento non funzionerà, il preside chiuderà la scuola. L’annuncio è di Riccardo Borraccini, dirigente della scuola superiore Mattei, riferendosi alla sede di Alberghiero e Ipsia di via Allende, che ieri mattina ha visto la protesta degli studenti costretti a fare lezione al gelo.
Situazione che sembra andare avanti dall’inizio dell’anno e che ha portato all’esasperazione 30 classi di studenti che ieri, fin dalla prima campanella, per protesta non hanno preso parte alle lezioni occupando i corridoi. «Verso la metà mattinata - dice Saverio Polidori - qualcuno è rientrato in classe». «Ma stavamo tutti col giacchetto - aggiunge Jessica Paternostro - perché c’era freddo».
Il preside Borraccini spiega: «La gestione dei riscaldamenti è a carico della Provincia, che opera tramite una ditta appaltatrice. Anche stamani (ieri per chi legge, ndr) abbiamo chiesto un intervento, ma non è la prima volta che lo facciamo. Da quindici giorni abbiamo più volte invitato la Provincia a intervenire con telefonate e lettere». Una circostanza che ha portato il preside alla drastica decisione di chiudere l’istituto nel caso la situazione non si risolva entro oggi.
Situazione che sembra andare avanti dall’inizio dell’anno e che ha portato all’esasperazione 30 classi di studenti che ieri, fin dalla prima campanella, per protesta non hanno preso parte alle lezioni occupando i corridoi. «Verso la metà mattinata - dice Saverio Polidori - qualcuno è rientrato in classe». «Ma stavamo tutti col giacchetto - aggiunge Jessica Paternostro - perché c’era freddo».
Il preside Borraccini spiega: «La gestione dei riscaldamenti è a carico della Provincia, che opera tramite una ditta appaltatrice. Anche stamani (ieri per chi legge, ndr) abbiamo chiesto un intervento, ma non è la prima volta che lo facciamo. Da quindici giorni abbiamo più volte invitato la Provincia a intervenire con telefonate e lettere». Una circostanza che ha portato il preside alla drastica decisione di chiudere l’istituto nel caso la situazione non si risolva entro oggi.
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