Italia
A scatenare la protesta il mancato contributo alla luminaria lungo la vecchia Aurelia
Commercio, ecco la rivolta di Natale
Chiara Castaldi
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Ferdinando Brigida Luci natalizie sullAurelia a Solvay Dura lettera al Comune di oltre 50 negozianti: «Ci sentiamo dimenticati»
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ROSIGNANO. Oltre cinquanta commercianti dei negozi sull'Aurelia a Rosignano Solvay scrivono al sindaco Alessandro Franchi in segno di protesta per «la scarsa attenzione che il Comune ha verso il cuore commerciale della città». Nel mirino l'ultimo episodio: il mancato contributo da parte dell'amministrazione comunale alla luminaria natalizia di quest'anno. La lettera è firmata praticamente dalla totalità dei negozianti distribuiti lungo la vecchia Aurelia. Ma la polemica non si ferma alle luci di Natale. Dalla lettera, che è stata depositata in Comune, emerge un malcontento più ampio e profondo, che si condensa nell'accusa all'ente di non mostrare sufficiente attenzione nei confronti delle attività commerciali collocate sull'Aurelia, a vantaggio di altre realtà, indicate nella lettera con esplicite allusioni. «Siamo riusciti ad illuminare gli alberi dell'Aurelia senza alcun aiuto da parte dell'amministrazione», si legge nella missiva con riferimento all'iniziativa di illuminare gli alberelli presenti sul marciapiede allacciando le luci all'interno della attività. E si aggiunge: «il Comune si disinteressa di noi, dando la priorità alle attività del porto, poche e prevalentemente gestite da ditte estranee al paese». «Il Comune - dice Ferdinando Brigida, del negozio Canterini, fra i promotori della sottoscrizione - non propone iniziative sull'Aurelia, mentre ce ne sarebbe bisogno per animare il centro del paese». Un altro negoziante aggiunge: «Quest'anno - dice Marivera Di Ninno dell'omonima gioielleria - la luminaria l'abbiamo dovuta pagare noi commercianti. Il comune ha detto che non poteva contribuire come fa di solito pagando la luce dei festoni. Una spesa di circa 7mila euro». Una condizione che pesa ai commercianti dell'Aurelia che si sentono abbandonati nel tentativo «di darsi da fare per addobbare i nostri piccoli negozi di provincia per competere con gli sfavillanti centri commerciali con le mille proposte ammiccanti delle città e dei paesi vicini». Il tono confidenziale e il riconoscimento al sindaco «come persona sensibile e sempre pronta ad ascoltare le problematiche dei cittadini» non impediscono di lanciare frecciatine del tipo: «Il Comune ha già sperperato troppo e non gli sono rimasti due spiccioli da allungarci?». Domanda che rivela malumori radicati, che vanno ben oltre l'episodio legato alla scelta di quest'anno del Comune di non dare il consueto contributo per le spese della luce per la luminaria. Una scelta che i commercianti dell'Aurelia proprio non hanno digerito e che, a quanto pare, ha fatto emergere scontentezze sommerse per le quali si annunciano futuri sviluppi. «Per l'anno nuovo - chiarisce Brigida, commentando la chiusura della lettera - siamo intenzionati a muoverci in maniera costruttiva per risollevare le sorti dell'Aurelia».
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